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Attualità | 28 aprile 2021, 07:10

Ecoisole di San Salvario alla prova del 9 per la movida del weekend. I commercianti: "La colpa non ricada su di noi"

Abitanti ed esercenti lamentano il malfunzionamento dei nuovi bidoni. Unia: "Tutti devono cambiare abitudini, ma valutiamo zona per zona"

ecoisole san salvario

Ecoisole di San Salvario alla prova del 9 per la movida del weekend

A poco più di un mese dall'attivazione delle smart card per il conferimento dei rifiuti, continuano a dividere le nuove ecoisole di San Salvario. Non cessano infatti le critiche di residenti e commercianti, che lamentano, in particolare, l'abbandono dell'immondizia accanto ai bidoni in svariati momenti della giornata e la dimensione troppo ridotta del bocchettone per l'indifferenziato. 

Sopralluogo per fare chiarezza

Ieri pomeriggio un sopralluogo congiunto tra Comune e Circoscrizione 8 - richiesto dalla consigliera di Forza Italia Federica Scanderebech - ha provato a fare chiarezza. La zona interessata include il quadrilatero tra corso Marconi, via Nizza, corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo D’Azeglio. 

"Questo sistema funziona in tutte le città ad alta concentrazione turistica, come Barcellona - ha ribadito Marco Rossi di Amiat - Si tratta solo di gestire i rifiuti in modo più ordinato. Prima la percentuale di raccolta differenziata nel quartiere era del 30%, mentre per legge si dovrebbe arrivare al 60. Al momento 25 postazioni su 75 presentano la doppia apertura per lo smaltimento dei sacchi non recuperabili da 120 litri. E sono riservate a quelle realtà che producono immondizia in abbondanza. Ci stiamo muovendo anche con le multe per chi non rispetta le regole, ma ci va comunque del tempo".

In molti non possiedono la carta elettronica

Al di là delle corrette procedure per l'utilizzo dei bidoni smart, il problema si presenta a monte, laddove una fetta consistente di abitanti non possiede la carta elettronica richiesta. "Molti vivono qui senza un regolare contratto di locazione - ha spiegato Paola Parmentola della Circoscrizione 8 - quindi la tessera non la riceveranno mai. Non possiamo chiudere gli occhi e far finta di nulla".

E se gli anziani trovano particolarmente ostico il nuovo metodo, dal fronte opposto sono i giovani a destare maggiori preoccupazioni, con l'arrivo del primo weekend di "movida" - seppur mutilata dal coprifuoco - della zona gialla. "La sperimentazione delle ecoisole è partita durante una delle più gravi crisi dal dopoguerra a oggi - ha detto il presidente della Otto Davide Ricca - saremo in grado di gestire la situazione esplosiva nel quartiere, ora che i locali riprendono a lavorare?".

Dal canto loro, gli esercenti portano avanti la lotta contro il disordine estetico ("i sacchi lasciati sul marciapiede danno un'idea di degrado", spiegano dall'associazione di via Baretti) e il cattivo odore generato dagli stalli di fronte ai dehor. "Quando ricominceremo a lavorare a pieno regime la colpa per i rifiuti lasciati in giro ricadrà ancora su di noi?", si chiedono, temendo ripercussioni sulla propria attività. 

Unia: "Dobbiamo cambiare le nostre abitudini"

"Dobbiamo cambiare tutti le nostre abitudini - ha concluso l'assessore all'ambiente Alberto Unia - perché la differenziata va fatta come si deve. Occorre uno sforzo collettivo, non c'è un intento punitivo da parte nostra. Bisogna capire come funziona il sistema sotto stress. Se c'è da fare un'azione di supporto in alcune aree, interverremo, ma ci servono prima dei dati, va fatta un'analisi. Andiamo avanti, accogliamo le segnalazioni e risolviamo le criticità dove serve".

"Si potrebbe pensare di individuare quelle zone dove il problema è più pressante e ragionare diversamente, ma dobbiamo avere contezza di ciò che succede realmente. Ad esempio le ecoisole più stressate potrebbero essere aperte a tutti, senza scheda. Ma va valutato sulla base di esigenze concrete".

Manuela Marascio

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