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Economia e lavoro | 04 maggio 2021, 15:42

Embraco e l'emendamento fantasma: nessun riferimento a Italcomp nel Decreto Sostegni

La denuncia di Fim, Fiom e Uilm: "Giorgetti fa dietrofront sul progetto per Acc e Riva di Chieri"

manifestante ex embraco con cartello

Nuova doccia gelata sui lavoratori ex Embraco

Ex Embraco e l'emendamento fantasma. Ormai, soltanto i titoli simili ai libri fantasy possono raccontare con fedeltà quella che è una vicenda al di fuori di qualunque possibilità di previsione. Dopo tre anni e mezzo di vertenza, 400 posti di lavoro a rischio e quattro governi che promettono senza mantenere la salvezza dello stabilimento di Riva di Chieri, una nuova doccia fredda si abbatte sui lavoratori che aspettano il rilancio del progetto Italcomp (insieme ai 300 colleghi della Acc di Mel) e che invece, in questi giorni, stanno ricevendo le lettere di licenziamento dalla curatela fallimentare di Ventures.

Se già la caccia agli ammortizzatori sociali (che altrimenti sono destinati a scadere il 23 luglio) continua a presentarsi come complicata - in un continuo minuetto tra la curatela che chiede garanzie legali e i ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro che garantiscono, ma a parole -, ora una nuova minaccia si addensa come una nube nera sul progetto di una super-azienda di compressori per frigoriferi. Il finanziamento della Acc di Mel, condizione indispensabile per avviare Italcomp, è infatti sparito dal Decreto Sostegni, ovvero lo strumento legislativo che avrebbe dovuto garantire le risorse economiche per mantenere in piedi una delle due gambe del progetto, è sparito.

A denunciarlo sono i sindacati metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm. "Giorgetti fa dietrofront sul progetto Italcomp - si legge in una nota congiunta -. Il previsto emendamento da presentare all'approvazione del Decreto Sostegni sembrerebbe no più presente nel testo che sarà sottoposto domani al voto di fiducia della Senato. Sarebbe l'ennesimo passo indietro del Governo rispetto al progetto industriale del polo italiano che coinvolge i lavoratori ex Embraco e Acc".

Eppure, proprio l'emendamento era una delle "certezze" emerse dall'ultimo incontro con il viceministro Alessandra Todde lo scorso 23 aprile, a due giorni dalla scadenza della procedura di licenziamento collettivo. I soldi servono alla Acc per rimanere in piedi, pagando gli stipendi dei dipendenti e saldando le pendenze con i fornitori.

"Senza l'emendamento - aggiungono i sindacati - domani dopo l'approvazione del DL Sostegni avremo la bocciatura quasi definitiva del progetto Italcomp. Ci aspettiamo dalla viceministro Todde un'immediata convocazione al Mise per avere spiegazioni su questo clamoroso dietrofront. Il cambio di passo annunciato dal premier Draghi a oggi rimane solamente un auspicio".

Massimiliano Sciullo

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