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Attualità | 14 maggio 2021, 16:54

Anna Mantini (consigliere di parità regionale) attacca: “Sessismo nelle nomine effettuate della Regione Piemonte"

La missiva inviata dall'avvocato Anna Mantini agli organi regionali sulla questione delle nomine negli enti e nelle società partecipate

Anna Mantini

Anna Mantini

La sottoscritta Consigliera di Parità Regionale del Piemonte, in ossequio alle Funzioni pubbliche e istituzionali rivestite ed in particolare alla Costituzione della Repubblica Italiana, dei suoi principi e valori, nonché agli obblighi di osservanza che la stessa Carta pone a carico della Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni Pubbliche, appreso l’ampio servizio giornalistico riportato dal Corriere della Sera del 20 marzo 2021 in Corriere Torino- Primo piano-Politica e Società alle pagine 2 e 3, articolato dai seguenti titoli: “Solo nove donne su 83 nomine e in Enti di importanza minore”- “la Parola Parità di genere” - “Le decisioni della nuova Giunta regionale: solo due nomine su 23” - “Il Consiglio sceglie al femminile in sette casi su sessanta”, considerata la lettera sullo stesso argomento, inviata in data 27 aprile da 13 associazioni femminili al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, all’Assessore alle Partecipate della Regione Piemonte Fabrizio Ricca, alla Consigliera di Parità della Regione Piemonte Anna Mantini, alla Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Torino Michela Quagliano, esprime, di fronte all’evidente “sessismo” nelle nomine effettuate da Regione Piemonte in poco più di un anno, come riscontrato dai dati riportati dalla suindicata testata giornalistica, la più ferma disapprovazione per i profili di rispettiva competenza e responsabilità all’operato degli Organi Politici di Governo del Piemonte e dell’Apparato Burocratico - Dirigenziale Regionale preposto.     

Ritiene irragionevole ed ingiustificabile che nella nostra Regione Piemonte: le donne non vedano riconosciuto il diritto di rappresentanza al pari degli uomini ;risultino essere trascurati i diritti, le competenze, i talenti e le capacità delle donne;risultino essere mancate ogni utile e necessaria attenzione e azione pubblica per il doveroso perseguimento della Parità sostanziale di genere, dell’uguaglianza senza distinzione di sesso e per la prescritta rimozione delle cause correlate alle effettuate  nomine disparitarie e discriminatorie, che non rispecchiano il rapporto numerico con la composizione della popolazione ripartita per sesso della Regione medesima; risultino non essere state individuate e messe in campo concrete misure idonee ed efficaci alla rimozione degli ostacoli al perseguimento della piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica;la circostanza correlata alla reiterata disapplicazione dei principi di nomina paritaria nei molteplici procedimenti di nomina de quibus, risulti poter essere qualificata quale prassi discriminatoria;
- risultino non essere state ricercate o ricercate in modo non appropriato le competenze e le professionalità femminili esistenti, anche attraverso l’incentivazione alla presentazione delle candidature femminili (non vi è dubbio che, a tal fine, le donne possano essere disincentivate, ormai a ragione, sulla base delle molteplici e smisuratamente prevalenti nomine maschili ripetutamente effettuate), mediante  idonee  modalità di capillare diffusione dei relativi avvisi di nomina e di riapertura dei termini, nella fattispecie di ridotte candidature femminili presentate rispetto a quelle maschili; l’uguaglianza senza discriminazione di sesso e la parità di genere, essenziali fattori democratici e di sviluppo socio/economico/culturale, non risultino attuate.

Richiama le innumerevoli ulteriori fonti di legge: Internazionali, Unionali Europee, Nazionali, Regionali , lo Statuto (1) ed i Regolamenti di Regione Piemonte e alla luce dei dati delle nomine, appresi dalla richiamata fonte giornalistica, stigmatizza l’approccio procedimentale /provvedimentale e le relative rispettive nomine sessiste, effettuate nella mancanza della necessaria valutazione dell’impatto di genere (ex ante ed ex post) e  gravemente lesive del principio di partecipazione paritaria essenziale per una compiuta democrazia nella nostra Regione Piemonte.

Osserva peraltro, che a livello globale il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e della emancipazione femminile rappresenta uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite si sono impegnate a raggiungere entro il 2030.
Evidenzia come il buon andamento e l’imparzialità, unitamente alla trasparenza e alla legalità, siano principi fondamentali Costituzionali da cui le azioni e le politiche pubbliche non possono discostarsi e si aspetta che Regione Piemonte dia immediata prova di cambiamento nel rispetto degli stessi principi Ordinamentali.

Chiede di conoscere per debita trasparenza e in riferimento a ciascuna nomina effettuata, i criteri stabiliti, i /le candidati /e partecipanti e le competenze possedute, i provvedimenti di nomina con le motivazioni di fatto e di diritto, richiamando l’attenzione sull’opportunità di valutare il ricorrere dei presupposti,  per addivenire alla revoca in autotutela o all’ annullamento delle effettuate nomine sessiste, al fine di poter recuperare l’enorme divario di genere in ossequio ai principi di rappresentanza paritaria e di non discriminazione, statuiti dalla Costituzione  e dalle disposizioni  di legge, Statutarie e Regolamentari del Piemonte, vigenti.

Evidenzia  come, in ossequio al dettato Statutario(1) Regione Piemonte sia tenuta a mettere in campo, le azioni e politiche pubbliche (art 13 dello Statuto) omissis “per rimuovere con apposite leggi e provvedimenti, ogni ostacolo che impedisce la piena parità nella vita sociale, politica, culturale ed economica.2. La legge assicura uguali condizioni di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive nonché negli enti, negli organi e in tutti gli incarichi di nomina del Consiglio e della Giunta regionale.“  e sia tenuta (2) (3)(4) (5)(6) ad individuare le necessarie urgenti azioni positive mirate a garantire la parità di genere in ogni azione e politica pubblica, nessuna esclusa, ed in particolare in quelle sottese alle nomine negli enti, istituzioni, organi, organismi, società controllate, partecipate ecc ecc, cosicché la stessa Parità di genere sia legittimamente concretamente attuata.

In attesa dei dati suddetti, chiede un cortese urgente incontro con gli Organi regionali in indirizzo e, grata per il positivo riscontro e la peculiare attenzione alle problematiche rilevate, porge i più cordiali saluti
                                                          

                                                                  Avv. Anna Mantini

Nota(1)

Il vigente Statuto Regionale del Piemonte prevede, tra l’altro in particolare, che:
Art. 2(Autonomia e partecipazione)1. La Regione opera nell'ambito dei poteri riconosciuti dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato ed esercita la propria autonomia per realizzare l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'attività politica, economica e sociale della comunità regionale e nazionale.

2. La Regione riconosce che la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche, alla funzione legislativa ed amministrativa e al controllo dei poteri pubblici è condizione essenziale per lo sviluppo della vita democratica e per la salvaguardia dei diritti di uguaglianza e di libertà di tutti i cittadini.

3. La Regione valorizza il costituirsi di ogni associazione che intende concorrere con metodo democratico alla vita della Regione e in particolare sostiene le iniziative per la realizzazione dei diritti e favorisce le forme di solidarietà sociale, l'associazionismo e il volontariato, assicurandone la partecipazione e la consultazione nello svolgimento delle funzioni regionali.

4. La Regione coinvolge nelle scelte legislative e di governo il sistema degli enti locali e consulta, ritenendo il loro apporto elemento fondamentale della politica regionale, i sindacati dei lavoratori, le organizzazioni di categoria, le formazioni sociali, le istituzioni culturali, le associazioni, le autonomie funzionali e gli organismi in cui si articola la comunità regionale e, quando la materia lo richieda, gli elettori della Regione secondo le forme previste dallo Statuto e dal Regolamento.

5. La Regione predispone indagini conoscitive sulle materie di sua competenza anche a mezzo di organi e strumenti di consultazione e ricerca.


Art. 13(Pari opportunità)1. La Regione garantisce le pari opportunità tra donne e uomini e opera per rimuovere, con apposite leggi e provvedimenti, ogni ostacolo che impedisce la piena parità nella vita sociale, politica, culturale ed economica.2. La legge assicura uguali condizioni di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive nonché negli enti, negli organi e in tutti gli incarichi di nomina del Consiglio e della Giunta regionale.

Art. 37(Commissione consultiva per le nomine)1. La Commissione consultiva per le nomine, di cui fanno parte Consiglieri rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio in relazione alla loro consistenza, secondo modalità previste nel Regolamento, viene consultata dal Presidente della Giunta sui criteri di carattere generale in base ai quali la Giunta stessa o il suo Presidente provvedono alle nomine di loro competenza negli enti e negli organismi cui la Regione partecipa.2. Per le nomine di competenza del Consiglio regionale, spetta alla Commissione consultiva per le nomine il compito di verificare la rispondenza dei requisiti personali dei candidati rispetto a quanto previsto dalla normativa di riferimento.2bis. Le nomine e le designazioni effettuate dal Presidente della Giunta e dalla Giunta sono comunicate entro dieci giorni al Consiglio regionale

Art. 93(Commissione per le pari opportunità tra donne e uomini)1. La Commissione per le pari opportunità tra donne e uomini opera per rimuovere gli ostacoli in campo economico, sociale e culturale, che di fatto costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne e per l'effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità sociale sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto.2. La legge regionale istituisce la Commissione, ne stabilisce la composizione ed i poteri e dispone in ordine alle modalità che ne garantiscano il funzionamento.

NOTA(2)

L’Articolo 23”Parità tra uomini e donne”della CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA prevede che:
“La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.
Il principio della parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato.”

NOTA(3)

L’Art.3 della Costituzione della Repubblica italiana prevede che:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

NOTA(4)

L’Art.51  della Costituzione della Repubblica italiana prevede che:
“Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro”.

NOTA(5)

L’Art.117  della Costituzione della Repubblica italiana prevede, tra l’altro, che:
“Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.”
 
NOTA(6)

si fa riferimento al progetto “Più donne per i cda e le posizioni apicali” citato, nelle sezioni dedicate alla CRPO  del Piemonte e alla Consigliera Regionale di Parità del Piemonte del sito web istituzionale di Regione Piemonte, con le seguenti descrizioni :
- “Rivolto a Cittadini Enti pubblici Imprese e liberi professionisti Terzo settore”
- “Promosso dalla Commissione regionale per le pari opportunità e dalla Consigliera di parità regionale, il progetto si rivolge alle donne, per creare un canale privilegiato di accesso a posizioni di responsabilità in aziende e in società pubbliche e private”
- “Le azioni:
•    Monitorare i consigli di amministrazione e i collegi sindacali in scadenza, rilevando i criteri di selezione
•    Raccogliere e analizzare i curricula di donne interessate a investire professionalmente in un’esperienza di direzione d’impresa
•    Creare e aggiornare una banca dati con i curricula delle candidate
•    Organizzare e realizzare cicli informativi, finalizzati a rinforzare le competenze, analizzare le criticità e gli aspetti positivi legati al posizionamento apicale nelle organizzazioni
•    Promuovere attività di sensibilizzazione”
 Si richiama, per l’importanza dei contenuti, degli obiettivi, delle  finalità e della banca dati, l’E-BOOK 2019' e-book ( scaricabile  nella sezione web istituzionale dedicata  ai  progetti della Consigliera di Parità del Piemonte) “Donne, leadership, pari opportunità” elaborato nell'ambito del progetto “Più donne per i cda”, che presenta la normativa europea e nazionale, i risultati dell'applicazione della legge Golfo/Mosca, insieme alle strategie per migliorare la presenza delle donne ai livelli apicali di società pubbliche e private, ispirandosi all’attività svolta dal “Tavolo di Lavoro regionale “PIU’ DONNE NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE E NELLE POSIZIONI APICALI”- costituito da: Consigliera di Parità Regionale del Piemonte e Commissione Regionale Pari Opportunità del Piemonte, Città di Torino, Università degli Studi di Torino, CIRSDE (Centro Interdisciplinare di ricerche e studi delle donne e di genere), Federmanager – Gruppo Minerva Alessandria, Cuneo, Torino, AIDDA -associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda, Soroptimist International d’Italia club di Cuneo, Ordine degli Avvocati di Torino, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino.

comunicato stampa

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