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Attualità | 24 maggio 2021, 14:56

Ecco chi era Moussa, il ragazzo aggredito a Ventimiglia che ieri si è tolto la vita

In Italia dal 2017, avrebbe compiuto 23 anni il 29 luglio. Aveva conseguito la licenza media alla Boine di Imperia. "Era un ragazzo pieno di sogni sopraffatto dalle difficoltà della vita", lo racconta chi lo ha conosciuto

Mamadou Moussa

Moussa, il ragazzo aggredito a Ventimiglia che ieri si è tolto la vita

Non un nome, non un volto, ci hanno provato per giorni a farti scomparire dalle cronache della realtá”. Inizia così il messaggio che il centro sociale 'La talpa e l'orologio' lascia in ricordo di Mamadou Moussa Balde, il giovane della Guinea che alcune settimane dopo essere stato vittima di un'aggresione a Ventimiglia, si è tolto la vita nel centro di permanenza per i rimpatri di Torino, dove era stato rinchiuso perché migrante irregolare.

Dal giorno dell'aggressione a ieri non ha avuto un nome, è passato, e in questo anche la stampa ha una sua responsabilità, come l'aggredito in seguito al presunto tentativo di un furto. Le cronache raccontano che il giovane, che avrebbe compiuto 23 anni il 29 luglio, non aveva accettato la reclusione al cpr. Oggi sappiamo che ha vissuto a Imperia e che aveva conseguito la licenza media al centro provinciale per l'istruzione degli adulti, presso la scuola media Boine.

Era arrivato in Italia nella primavera del 2017, per un anno e mezzo aveva vissuto presso una cooperativa, poi era stato trasferito in un'altra, prima di andare in Francia alcuni mesi, per fare ritorno a Imperia un anno fa circa.

Era un ragazzo pieno di sogni che è stato sopraffatto dalle difficoltà della vita. - lo ricorda chi lo ha conosciuto - Quello che è successo deve farci riflettere indipendentemente dal colore della pelle di chi subisce una tale ingiustizia”.

"Sicuramente - racconta un altro ragazzo che per un periodo lo ha frequentato - un grosso ostacolo è stato il tempo in attesa che la commissione si riunisse per valutare la sua richiesta d'asilo. Aveva lasciato la famiglia in Guinea per motivi politici, purtroppo la sua richiesta non è mai stata esaminata".

In tanti e tante ti hanno cercato e con fatica trovato, - si legge nel post degli attivisti della Talpa - anche se troppo tardi, e noi abbiamo saputo di te solo ieri, perché tu hai un nome. Tu sei Musa, un giovane della Guinea venuto in Europa per rivendicare il riscatto sociale che è negato dalle nostre politiche, ancora oggi coloniali, in Africa come altrove. Tu sei Musa e non sei disposto a compromessi, i tuoi diritti li vuoi e non ti sei mai capacitato di come l'Europa dei diritti a parole sia così feroce nei fatti. Tu sei Musa e non l'hai piegata la testa di fronte all'ingiustizia. Perdonaci fratello”.

Fr.Li N.

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