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Attualità | 09 giugno 2021, 18:48

A Torino esplode la protesta degli insegnanti precari: “Noi fantasmi con il trolley in mano, stabilizzateci” [VIDEO e FOTO]

"Siamo persone che hanno sempre il trolley in mano e passano da una scuola all’altra, da un comune all’altro e da una provincia all’altra", denunciano gli insegnanti

A Torino esplode la protesta degli insegnanti precari: “Noi fantasmi con il trolley in mano, stabilizzateci” [VIDEO e FOTO]

 

Fantasmi con un trolley in mano, sballottati da una scuola all’altra, da una città a un'altra, di provincia in provincia. E’ questa la denuncia degli insegnanti torinesi, scesi in piazza per protestare contro il precariato e per chiedere un cambiamento nel decreto sostegni bis che consenta l’immissione in ruolo del personale nelle graduatorie di prima e seconda fascia.

Rappresentiamo quello che accade ogni giorno nella scuola italiana e in particolare in provincia di Torino: un continuo tura-over di personale precario che fa lo stesso lavoro del personale di quello assunto in ruolo ma che continua a cambiare ogni anno ruolo e profilo”, spiega Teresa Olivieri, segretario generale Cisl Scuola Piemonte.

Abbiamo una graduatoria lunga, con persone che hanno sempre il trolley in mano e passano da una scuola all’altra, da un comune all’altro e da una provincia all’altra” è la denuncia degli insegnanti che si sono alternati in una classe immaginaria, davanti al Palazzo della Regione. “Cambiano il loro contratto, entrano in cattedra, fanno lezione e il contratto si chiude. Poi avanti un altro e chi ha appena insegnato torna in graduatoria. Abbiamo bisogno di stabilizzare il personale docente e il personale Ata. A Torino da settembre avremo 5559 posti vacanti”, spiegano.

Le proiezioni, a settembre 2021, sono di avere più precari rispetto al 2020: “Dobbiamo far cambiare il decreto sostegni bis per consentire l’immissione in ruolo del personale nelle graduatorie in prima e seconda fascia, a partire da chi ha 36 mesi di servizi”, è la loro proposta. Tra i problemi segnalati, poi, quello delle classi pollaio: “Bisogna poi ridurre il numero degli alunni per classe, non si possono avere 30 alunni in aula: manca la sicurezza e il distanziamento”.

 

Andrea Parisotto

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