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Attualità | 21 giugno 2021, 11:55

Omotransfobia, Zan a Torino: "Italia unico paese fondatore Ue senza legge contro i crimini d'odio" (VIDEO)

Così, a margine del convegno organizzato dal Politecnico, il promotore del disegno di legge nazionale: "E' un segno di civiltà". La legge prevede l'equiparazione nel codice penale dell'omofobia al razzismo

Alessandro Zan

Omotransfobia, Zan a Torino: "Italia unico paese fondatore Ue senza legge contro i crimini d'odio"

"È un disegno di legge che l’Italia aspetta da troppo tempo: siamo l’unico paese, fondatore dell’Unione Europea, che non si è ancora dotato di una legge contro i crimini d’odio". A dirlo è l'onorevole Alessandro Zan, promotore del Ddl contro l'omotransfobia, a margine del convegno organizzato dal Politecnico contro le discriminazioni. 

"La Repubblica deve garantire parità"

"Mentre la politica discute - ha aggiunto - e una parte addirittura fa ostruzionismo, le persone vengono discriminate, bullizzate e fatte oggetto di violenza quotidianamente. La politica deve dare una risposta: la nostra costituzione parla chiaro, tutti i cittadini sono uguali di fronte a legge e la Repubblica deve garantire parità".

Zan ha chiarito che c'è" bisogno di una legge che combatta le violenze e i crimini d’odio nei confronti delle condizioni individuali umane delle persone: è un segno di civiltà". Alcuni esponenti dei partiti di Governo hanno già annunciato di non votare il DdL. "Tenerla in commissione - replica - in ostaggio da parte di un partito politico sarebbe una vera e propria forzatura democratica: il Senato si esprima". 

"La legge prevede l'equiparazione nel codice penale dell'omofobia al razzismo"

Tra le novità più importanti introdotte dalla norma l’equiparazione - all’articolo 604 bis del codice penale - dell’omofobia al razzismo e all’odio su base religiosa. Prevista poi l’istituzione, il 17 maggio, di una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e transfobia.

"Oltre alla parte penale - chiarisce Zan - c'è una parte anche di prevenzione delle violenza, tramite la creazione di centri anti-discriminazione che servono ad aiutare le vittime di violenza a trovare casa rifugio e assistenza legale e psicologica. Parliamo di ragazzi che vengono cacciati di casa nel momento in cui si dichiarano alla famiglia e molte volte è nelle mura domestiche che si esercitano violenze e abuso. Bisogna lavorare nelle scuole e insegnare il rispetto di tutte le differenze, che la diversità è ricchezza e non ostacolo. Se i ragazzi crescono con stereotipi, questi poi diventano pregiudizio, odio e violenza".

Cinzia Gatti

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