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Eventi | 28 giugno 2021, 16:30

Poesie nel mare di Savona per dare voce ai migranti: e Torino risponde tracciando rotte su mappe antiche

Mercoledì 30 prima tappa del progetto internazionale #Words 4 a World, ideato dalla poetessa torinese Laura Fusco

#Words 4 a World

Mercoledì 30 la tappa a Savona del progetto #Words 4 a World di Laura Fusco

Versi poetici e racconti di vita affidati in un soffio al mare, a pochi giorni dalla Giornata mondiale del Rifugiato, per lasciare impresso nelle onde un segno tangibile di rispetto, ricordo e partecipazione. Succede mercoledì 30 giugno presso la Torre Leon Pancaldo di Savona (meglio nota come “La Torretta”), dalle ore 18.30, dove andrà in scena #Words 4 a World, visionario progetto internazionale ideato dalla poetessa torinese Laura Fusco.

Piccole imbarcazioni navigheranno riproducendo registrazioni a tema, per rimanere poi brevemente ormeggiate sotto il luogo simbolo della città ligure. L’intento è di coinvolgere - in una sorta di viaggio ideale che sa di redenzione e catarsi - tutti i savonesi di passaggio, anticipando al tempo stesso una call per nuove tappe in altre città e porti del Mediterraneo, “perché da tomba (ri)diventi culla di nuovo impegno”, come sottolinea la stessa Fusco. 

All’evento risponderà, a distanza, anche Torino. Qui sarà possibile ascoltare le medesime registrazioni riprodotte alla Libreria antiquaria Xodo (via Eusebio Bava, 2/M), che custodisce un prezioso tesoro di cartine marittime e volumi dei secoli scorsi, a ricordare quanto il Mediterraneo sia antico e da sempre al centro di migrazioni.

L’installazione sonora di Savona è resa possibile da Assonautica, che fornisce le barche e organizza il lancio del progetto. I testi delle registrazioni sono fruibili in italiano, inglese, arabo, francese e spagnolo. Tra questi, i poemi di Fusco, tratti da Nadir Liminal, vincitore di un English Pen Award, pubblicati in Francia e UK, accanto a componimenti del poeta iracheno Chawki Abdelamir, per 35 anni esule tra Algeria, Yemen e Parigi e oggi residente in Libano, consulente Unesco a Beirut e Bagdad, tradotti e interpretati da Alan Dent, e del poeta siriano Amir Darwish, nato ad Aleppo e rifugiato durante la seconda Guerra del Golfo in Inghilterra.

Un progetto che vuole rivendicare il potere della parola, inteso con forza da Fusco “come strumento per inserirsi nelle maglie del presente e della Storia per cambiarli”. E’ in questo senso che, dopo le collaborazioni con Amnesty, le iniziative in difesa dei diritti delle donne e di tutte le vittime di conflitti, e per l’ambiente, stavolta la poetessa torinese sceglie di affidare i suoi versi direttamente al Mediterraneo, dove nel 2021 si sono registrati già 500 morti. 

L’impasto di suoni e parole dell’installazione, sonorizzate e mixate dal musicista Andrea Marazzi, emerge da quello di fondo delle onde in modo volutamente frammentato e distorto, a restituire acusticamente le voci dei migranti raccolte durante i salvataggi o al momento dell’approdo sulla terra ferma. “La volontà - conclude Fusco - è di fare uscire la poesia dai luoghi protetti in cui normalmente si legge o si ascolta e farla risuonare in mare aperto, nei luoghi e nelle condizioni di chi su quel mare è morto o ha perso i propri cari, perché sia la bellezza a cambiare lo sguardo e la Storia”.

Manuela Marascio

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