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Sanità | 19 luglio 2021, 14:57

Pronto soccorso di Cuorgné, Fava: "Situazione molto grave, mancano medici"

Il consigliere della Lega: "Sono il primo a essere rammaricato, l'impegno per la riapertura è massimo"

ospedale di Cuorgnè

Ospedale di Cuorgnè

Continua a tenere banco la situazione del pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè, che continua a rimanere chiuso nonostante la struttura non sia più dedicata ai pazienti Covid-19 com’è stato fino ad alcune settimane fa. I media hanno riportato vari interventi di sindaci e assessori canavesani, che hanno anche scritto all’assessore regionale Icardi per richiedere un incontro urgente.

Sono il primo, come cuorgnatese, ad essere rammaricato per la prolungata chiusura del servizio di pronto soccorso. E mi sono impegnato sin da subito per ottenerne la riapertura, incontrando più volte l’assessore regionale alla Sanità e il direttore dell’Asl To4 - commenta il consigliere regionale Mauro FavaMa il quadro che mi è stato fornito è estremamente grave. In tutto il Piemonte c’è un grave deficit di medici urgentisti, necessari per la riapertura dei pronto soccorso. E il 25% di questa carenza di personale è concentrata nella sola Asl To4. Se a questo aggiungiamo il fatto che dal corso di specializzazione all’Università di Torino ogni anno esce un numero insufficiente di urgentisti, possiamo ben capire che il problema non è né di facile, né di pronta soluzione. Piuttosto mi sorprendo nel leggere le esternazioni di certi amministratori locali, che sono ben a conoscenza della realtà. Potrei capire se a dire certe cose fosse uno come me, che ha fatto per una vita l’operaio, ma da chi è del mestiere non me l’aspetto. Evidentemente si tratta solo di vuote iniziative propagandistiche, volte a cercare un po’ di facile consenso e di spazio sui giornali”.

Piuttosto bisognerebbe andare a capire come si sia arrivati ad avere numeri così preoccupanti che rischiano di mettere a repentaglio il funzionamento di servizi sanitari essenziali – aggiunge ancora Fava –. È evidente che il problema viene da lontano e che per trovare una soluzione serve tempo. Io ho ricevuto, da parte del direttore dell’Asl Stefano Scarpetta, l’assicurazione del massimo impegno per riaprire il Pronto Soccorso di Cuorgnè nel più breve tempo possibile, ma certamente non sarà una questione di giorni, né di settimane: dobbiamo essere chiari su questo punto ed evitare di prendere in giro la gente con promesse che è fuori dalla nostra possibilità mantenere. Certamente questo autunno riapriranno tutta una serie di servizi, tra sale operatorie, ambulatori e reparti, che faranno rimettere in moto l’ospedale, ma per il Pronto Soccorso temo che l’attesa sarà più lunga”.

"Non tutti i sindaci si sentono rappresentati dalla lettera che è stata inviata nei giorni scorsi all'Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, e al DG dell'Asl TO4, Stefano Scarpetta, per la riapertura immediata del pronto soccorso dell'ospedale di Cuorgnè, chiuso da novembre 2020 e trasformato in reparto Covid", ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Sanità Andrea Caneio stesso sono anche consigliere comunale e rappresento quindi anche Ingria il Comune in cui risiedo, pure oggi qui a Venaria durante il ritiro della bandiera del Piemonte e la situazione non mi pare proprio quella descritta dalla lettera inviata all’Asl. Trovo assolutamente scorretto scrivere delle missive e dei comunicati stampa facendo parlare degli interi territori per scopi personali o politici e in questo senso ribadisco la mia piena disponibilità insieme a quella dell’Assessore Icardi tramite il Dott. Scarpetta ad interagire coi cittadini e con gli amministratori locali per trovare tutti insieme una soluzione".

"D’altra parte nelle ultime settimane il nuovo Direttore Generale so di per certo che abbia incontrato più volte diversi Sindaci della zona, tra cui anche Rostagno: da parte mia ribadisco la mia massima disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni portando anche la voce dell’Assessore Icardi che ha la mia massima stima e fiducia per il lavoro che sta svolgendo da inizio pandemia ad oggi, non certo facile, anzi; personalmente non mi interessa passare le giornate al telefono per fomentare i Sindaci contro la Regione che io stesso rappresento e creare inutili allarmismi verso i cittadini! Preferisco lavorare con le istituzioni sanitarie di concerto con gli Amministratori dei nostri enti locali per trovare al più presto una soluzione per questa grave carenza di personale che l’Asl ha ben spiegato nel suo ultimo comunicato: quando si parla di salute delle persone, i vari personalismi penso sia meglio lasciarli temporaneamente in un cassetto, di qualsiasi formazione politica si faccia parte”, ha concluso Andrea Cane.

comunicato stampa

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