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Politica | 26 luglio 2021, 15:55

Democrazia diretta in tempo di pandemia: a Torino ridotte le firme necessarie per petizioni, referendum e delibere

I cittadini dovranno raccogliere meno firme per partecipare attivamente al processo democratico e amministrativo

Palazzo Civico

Approvata una delibera di Daniela Albano (M5s) per favorire la democrazia diretta

Durante la pandemia i cittadini potranno raccogliere meno firme per presentare petizioni al Consiglio comunale, proposte di deliberazione e referendum propositivi. E’ quanto stabilito dal Consiglio stesso, tramite una delibera firmata da Daniela Albano (M5s), per favorire la democrazia diretta in un periodo contraddistinto da restrizioni e regole stringenti. Il provvedimento è stato approvato con 29 voti a favore e un'astensione.

Al fine di evitare il verificarsi di assembramenti, a Torino le petizioni al Consiglio Comunale dovranno ora essere sottoscritte da almeno 100 titolari dei diritti di partecipazione che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età (fino ad oggi erano 300). La proposta di deliberazione dovrà invece recare la firma di almeno 500 titolari dei diritti di partecipazione, che salgono a 1.667 qualora la proposta riguardi modifiche dello Statuto della Città (in precedenza, 1.500 e 5.000). Almeno 3334 titolari dei diritti di partecipazione potranno richiedere referendum per l'abrogazione, totale o parziale, di deliberazioni di competenza del Consiglio Comunale. Altrettante le firme richieste per i referendum propositivi. Prima, erano 10.000. Il giudizio sull'ammissibilità del referendum avverrà ad opera di apposita Commissione, entro trenta giorni dalla richiesta in tal senso presentata dai promotori, che dovranno aver già provveduto a raccogliere le prime 334 firme (prima erano 1.000).

Andrea Parisotto

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