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Politica | 05 settembre 2021, 07:50

Candidati sindaci e social: Betti Balducci il più seguito, Sganga “regina” davanti a Damilano Lo Russo

La candidata del M5s, attualmente data al 12% circa dai sondaggi, è però la seconda più seguita in rete: un dato di difficile interpretazione. Quale sarà il potere di Facebook e Instagram alle elezioni amministrative?

Stefano Lo Russo, Valentina Sganga e Paolo Damilano

Stefano Lo Russo, Valentina Sganga e Paolo Damilano

Dimmi che profilo social hai e (forse) ti dirò che probabilità hai di vincere le elezioni. Manca meno di un mese alle amministrative del 3 e 4 ottobre e la campagna elettorale entra nel vivo, anche sui social network.

Facebook e Instagram, ma anche Twitter, hanno ormai un peso specifico sempre maggiore in politica, perché strumenti scelti dagli esponenti dei partiti, dai consiglieri comunali e regionali sino ai sindaci, governatori e primi ministri, per comunicare il proprio operato ai cittadini. Tra i primi cittadini precursori in tal senso vi è Chiara Appendino, che in questo quinquennio ha affidato ai social la sua comunicazione, spesso "spogliata" dai vestiti istituzionali. Sorge quindi spontanea la duplice domanda: chi, tra gli 11 candidati sindaci, raccoglierà l'eredità social di Chiara Appendino? E quale sarà il potere di Facebook e Instagram alle elezioni amministrative?

Sganga "regina", supera Lo Russo e Damilano

Secondo gli ultimi sondaggi rilasciati, la corsa alla poltrona di primo cittadini è appannaggio di Paolo Damilano, candidato del centrodestra, e Stefano Lo Russo, del centrosinistra. Tra i due la differenza è minima. L'imprenditore della acque e del vino è leggermente dietro all'esponente democratico, che grazie ai suoi 6.646, di cui 4.727 su Facebook e 1.919 su Instagram, lo precede. Damilano lo segue a ruota, con 6.445 seguaci (5.160 su Facebook e 1.285 su Instagram). Eppure, tra stati, post e foto, la vera "regina" di questa  competizione sul web è Valentina Sganga: la candidata del Movimento 5 Stelle ha subito iniziato la campagna con una comunicazione social piuttosto fitta, memore dell'esperienza di Appendino, da cui ha ricevuto anche un paio di endorsement importanti. Ne è la prova l'apertura di un gruppo con oltre 450 iscritti. I risultati? Sganga, data dai sondaggi al 12% e probabile ago della bilancia in caso di eventuale ballottaggio, supera i due candidati con 7.509 seguaci, di cui 5.621 su Facebook e 1.888 su Instagram. 

Betti Balducci leader incontrastato 

In cima alla classifica, leader incontrastato sui social tra i candidati sindaci, vi è però Davide Betti Balducci. Un risultato ottenuto grazie a un lavoro di lungo corso sui social, iniziato tempo fa, ben prima della campagna elettorale, e soprattutto della trasversalità dei follower che il candidato abbraccia: essendo sostenuto dal Partito Gay, dal Partito Animalista Italiano, dalle Partite Iva Lista Civica e da "Torino Civica La voce dei quartieri" Balducci dialoga con una platea ampia soprattutto su Facebook (22.423) e in parte su Instagram (1.469).

Gli altri candidati

Tra gli altri candidati, gli unici a non dialogare online con i cittadini tramite pagine pubbliche sono Roberto Salerno e Lorenzo Varaldo. Dietro a Balducci, Sganga, Lo Russo e Damilano si posiziona Ivano Verra (Italexit) con 5.650 follower in totale. Alle sue spalle l'intellettuale e figura di riferimento di liste di diverse sinistra Angelo D'Orsi che con 4.001 follower è davanti a Ugo Mattei (Futura), fermo a 2.591. Nelle retrovie Giusi Greta Di Cristina del Partito Comunista (1.276 seguaci, solo su Facebook) e Paolo Alonge, della lista 3V con appena 559 follower.

Appendino inarrivabile, ma quale sarà il peso dei social network?

Chiara Appendino rimane comunque inarrivabile. Basti pensare che attualmente tutti i profili social dei candidati messi insieme arrivano a contare circa 60.000 seguaci, contro i 231.000 follower della sindaca. Questo la fotografia delineata dai social network più usati, come Facebook e Instagram. Difficile capire quanto peso specifico possano avere nella competizione elettorale: se è lampante come cinguettii e stati siano diventati una forma di comunicazione e di promozione dell'attività molto utilizzata, con casi eclatanti come il ban dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è altrettanto vero che nel caso specifico di Torino, i 60.000 follower, non per forza utenti unici, sono solo una parte dei potenziali elettori. Nel 2016, per esempio, votarono quasi 400.000 torinesi

Andrea Parisotto

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