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Attualità | 09 settembre 2021, 12:36

Santena, il nuovo allestimento del castello di Cavour debutta con i "restauri d'arte"

Tre anni di lavori per riportare all'antico splendore la residenza molto amata da Camillo Benso

castello di Cavour

Nuova vita per il castello di Cavour a Santena

Archiviata la pausa estiva, la serie di reportage televisivi che la Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino dedica ai “Restauri d’Arte” riprende questa settimana con il filmato dedicato al castello di Santena, dove, dopo un lungo ed elaborato restauro, il Memoriale Cavour è da qualche mese visitabile da tutti i cittadini e dai turisti, in un allestimento che ha recuperato i locali del maniero, gli arredi, i dipinti della collezione privata della famiglia del conte Camillo Benso, con supporti multimediali che aiutano a collocare la figura del padre dell’Italia Unita nel contesto storico dell’Europa del XIX secolo.

I filmati dei “Restauri d’Arte”vengono messi in onda dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 114 del digitale terrestre. Per visionare la playlist dei reportage video sinora pubblicati sul canale YouTube della Città metropolitana di Torinoe le fotogallery basta accedere al portale Internet della Città metropolitana di Torino, alla pagina dedicata.

Si celebrano così tre anni di lavoro e impegno per riportare all'antico splendore la residenza che uno dei padri della nostra patria aveva nel cuore.

Per riportare il castello di Santena all’antico splendore, la Fondazione Cavour, a cui è affidato un patrimonio storico di inestimabile valore e di rilevanza mondiale, ha potuto contare su di un finanziamento di 3 milioni di euro erogati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nei tre piani visitabili si possono ammirare la ricostruzione con il mobilio originale della stanza ove Cavour morì a Torino e molti oggetti a lui appartenuti, come il necessaire da viaggio, la coppa in porcellana di Sevres regalo di Napoleone III in occasione del Congresso di Parigi, la collezione della Santissima Annunziata donata da Vittorio Emanuele II.

Come ha sottolineato nell’intervista realizzata per il reportage video il direttore della Fondazione Cavour, Marco Fasano, “i restauri del castello sono durati tre anni e hanno trasformato il vecchio museo nell’attuale Memoriale Cavour, che ha una valenza nazionale, perché proprio qui è sepolto il Padre della Patria. Lo Stato ha aiutato la Fondazione a reperire i fondi e a realizzare i lavori, mettendo in campo la struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Al castello di Santena l’attività culturale e didattica è dedicata in primo luogo alle nuove generazioni, per far comprendere loro come e per opera di quali uomini nacque lo Stato unitario italiano. I luoghi cavouriani di grande interesse sono molti, dalla casa d’origine della famiglia Benso a Chieri all’abitazione torinese in cui il conte Camillo morì nel 1861. Ma il castello di Santena, posseduto dalla famiglia sin dal XIII secolo, aveva un posto speciale nel cuore del primo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia. Qui il conte Camillo Benso volle essere sepolto, vicino alla tomba del nipote prediletto, Augusto, morto a vent’anni nella battaglia di Goito del 1848.

Nell’intervista registrata per il reportage, Barbara Rinetti, restauratrice dei beni culturali che ha coordinato gli impegnativi lavori, ha spiega: “Il restauro del castello ha avuto come priorità quello di restituire all’edificio le partiture cromatiche originali. L’impostazione del nostro lavoro esclude la sovrapposizione dell’operato del restauratore alla storia del manufatto artistico. In questo castello la gamma di manufatti è molto ampia: dipinti su tela e murari, boiserie e arredi lignei. Vivere lavorare nella casa degli affetti di Cavour è stato commovente per tutti noi. È stato un restauro importante, significativo e impegnativo. Abbiamo recuperato gli stupendi affreschi e la sala degli stucchi, in cui si svolgevano le feste danzanti”. Ai restauri hanno lavorato una decina di specialisti, con il sostegno della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Torino. Il risultato è sotto l’occhio di tutti ed ha restituito alla comunità nazionale un tesoro storico, artistico e architettonico. Per coloro che non hanno mai approfondito le conoscenze sull’epopea risorgimentale una visita al castello di Santena è l’occasione per scoprire le vicende private e pubbliche dell’uomo che, insieme al re Vittorio Emanuele II e al generale Garibaldi, realizzò il sogno di un’Italia unita e indipendente.

comunicato stampa

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