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Cronaca | 16 settembre 2021, 12:53

Stemmi e simboli nazisti in casa, frasi razziste nelle chat: denunciati sei militanti di estrema destra [FOTO E VIDEO]

Nel pc di uno loro la Digos ha trovato anche del materiale pedopornografico

Stemmi e simboli nazisti in casa, frasi razziste nelle chat: denunciati sei militanti di estrema destra [FOTO E VIDEO]

In casa nascondevano numerosi indumenti, fibbie, elmetti, berretti, foulard, bandiere, medaglie, crest, timbri, distintivi, adesivi, fotografie, manifesti e quadri. Tutti con una caratteristica comune: le simbologie nazi-fasciste. Tra una svastica e un'effigie di Hitler, custodivano anche una carabina ad aria compressa (con potenza superiore a 7,5 joule e pertanto classificata arma comune da sparo) e un machete, entrambi illegalmente detenuti. A scoprirli è stata la polizia, che li ha denunciati. Si tratta di sei persone, tutti militanti di estrema destra. Il materiale è stato rinvenuto durante le perquisizioni. Sul computer di uno dei sei denunciati è stato rinvenuto anche materiale pedopornografico.

Le perquisizioni sono state effettuate ieri dal personale della Digos della Questura di Torino, in collaborazione con il Compartimento della Polizia Postale del Piemonte, e hanno riguardato 4 persone, rispettivamente di 57, 62, 46 e 37 anni, tutti residenti nella Provincia di Torino e indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.

L’attività rappresenta la seconda tranche di un’indagine già avviata dalla Digos di Torino nell’inverno 2020 nei confronti di altri due militanti d’area, R.K.L. (di anni 43, agente di vigilanza privata) e C.M. (di anni 39, guardia particolare giurata), deferiti anche loro per aver pubblicato sui loro profili Facebook immagini e frasi dal contenuto nazista, razzista e antisemita.

Dall'analisi poi dei contenuti multimediali dei supporti informatici sequestrati durante la perquisizione eseguita il 4 dicembre 2020 nelle abitazioni dei primi due indagati, sono state rilevate anche diverse chat su Telegram e Whatsapp dove gli internauti comunicavano fra loro sempre inneggiando al nazismo, al razzismo e all’antisemitismo.

redazione

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