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Attualità | 11 ottobre 2021, 14:12

“Essere occhi per chi non vede”

L’appello dell’U.N.I.Vo.C., associazione vicina alle persone cieche: "Servono volontari. Con la pandemia, difficoltà moltiplicate”

non vedenti

L'appello di U.N.I.Vo.C.: “Essere occhi per chi non vede”

Vivere con una disabilità visiva è diventato quanto mai difficile in tempo di pandemia. Agli ostacoli che, già prima del Covid, rendevano la vita complicata, se ne sono aggiunti di nuovi: tavolini e dehors sui marciapiedi, necessità di mantenere il distanziamento, nuovi percorsi per accedere ai locali pubblici e ai mezzi di trasporto. Inoltre, specialmente per le persone più anziane o più sole, il rischio di isolamento è molto alto. In un momento così delicato, il ruolo dei volontari U.N.I.Vo.C. (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), che dedicano qualche ora del proprio tempo ad affiancare, nella vita quotidiana, le persone completamente cieche o con gravi limitazioni della vista, rivela tutto il suo valore. Per garantire i propri servizi e far fronte alle richieste, divenute sempre più numerose, la sezione U.N.I.Vo.C. di Torino cerca nuovi volontari


«Attraversare la strada, fare la spesa, andare dal medico o magari anche solo uscire per una passeggiata: ecco alcune azioni che una persona vedente svolge in maniera automatica, magari senza darvi troppo peso. Ma per chi non vede questi semplici gesti possono nascondere difficoltà e imprevisti» racconta Enza Ammendolia, presidente U.N.I.Vo.C. Torino. «Ecco perché, in certi casi, poter contare su una presenza fidata e amichevole diventa essenziale». 

C’è bisogno di un aiuto concreto, ma in realtà l’esperienza con U.N.I.Vo.C. va ben oltre: «I nostri volontari possono testimoniare che spesso condividere qualche ora del proprio tempo con una persona non vedente significa anche sperimentare un legame di amicizia che arricchisce entrambi». L’aiuto richiesto può variare a seconda delle esigenze specifiche: talvolta può essere necessario accompagnare la persona (in auto o con i mezzi pubblici) a una visita medica a un appuntamento, ma c’è anche chi richiede una mano per fare due passi e una voce amica per fare due chiacchiere. Prima dell’entrata in servizio è previsto un breve momento formativo. 

«Ringraziamo tutti coloro che vorranno unirsi a noi – conclude Enza Ammendolia – per condividere questo straordinario progetto di solidarietà e di incontro». Per maggiori informazioni univocto@univoc.org – 339 683 6001.


L’U.N.I.Vo.C.: nata ad Assisi nel 1992, l’associazione è presente su tutto il territorio nazionale con circa 60 sezioni provinciali e 3.500 soci volontari. Non ha fini di lucro, ma persegue, come unico obiettivo, il superamento degli ostacoli che impediscono la piena integrazione sociale, culturale e lavorativa dei disabili visivi. Possono diventare soci U.N.I.Vo.C i cittadini maggiorenni che facciano domanda di adesione, impegnandosi a condividere obiettivi e finalità dell'associazione e a destinare una parte (anche piccola) del loro tempo libero al volontariato. A Torino l'U.N.I.Vo.C. si trova presso la sede dell'UICI (Unione italiana Ciechi e Ipovedenti), in corso Vittorio Emanuele II 63.

comunicato stampa

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