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Eventi | 17 ottobre 2021, 20:00

Saviano torna al Salone del Libro: “La mafia di chi ha paura? Di voi quando decidete di capire”

Boom di accessi per la presentazione della graphic novel disegnata da Asaf Hanuka: “E’ una storia di solitudine in cui ognuno si può riconoscere”. Poi la riflessione: "Grazie per esservi vaccinati"

Roberto Saviano al Salone del Libro

Roberto Saviano al Salone del Libro

 “Entrare qui in questa sala piena, è meraviglioso. Grazie per esservi vaccinati”  ha esordito così Roberto Saviano, nuovamente ospite del Salone del Libro di Torino. Lunghe le code per poter accedere alla sala oro in cui il giornalista e scrittore ha presentato il fumetto realizzato insieme alla BAO, “Sono ancora vivo” scritto con Asaf Hanuka.


“Asaf ha due caratteristiche: è un disegnatore realistico e io ne avevo bisogno per la necessità documentale e poi ha la capacità di trasformare fumi di fantasia radicale, anche di questo avevo bisogno. Sono grato al suo talento perché mi ha aiutato, queste cose non avrei trovato il modo di dirle. È come spogliarsi in pubblico, anche se non p scandaloso genera imbarazzo, lo stesso è stato raccontare tutti i tentativi di esecuzione. Con il disegno riesci a raccontarli, il disegno non ha necessità di prova, è lì a darti emozione. Ne avevo bisogno per dire la mia verità”. 


Per realizzare questa graphic novel basata su Saviano, Asaf Hanuka ha trascorso tre anni a disegnarne il volto. 

Ho compreso quanto era complicata la sua via, con la libertà privata. E’ stato un modo molto fisico di capire quanto sia difficile” ha commentato il fumettista a cui è rimasta più impresso il capito dedicato alla famiglia: “Mi sono basato su una foto in cui Roberto era nel cestino della bici di suo padre, la stessa che bici che poi ho trasformato in una gabbia. Non è un’immagine legata alla mafia, ma è in riferimento ai muri insormontabili che a volte dobbiamo affrontare"

Il senso di vergogna 


Per Saviano nel corso della sua vita è stato spesso difficile affrontare la paura tanto quando il senso di vergogna. “E’ bastardo. Hai la vergogna di essere ancora vivo. In questo libro sdogano un tema. La solita frase “vabbè ma se volevano farlo fuori, lo avrebbero già fatto”, è un ragionare suggestivo. A forza di ripeterlo, inizi a sentirti un impostore o peggio che le persone pensino che tu sia in vita perché te l’hanno concesso. Bugia. Siamo noi che li abbiamo impedito che le cose andassero in quella direzione. Questa è una vittoria”. 

Il potere della parola

Lo scrittore ha raccontato che dopo l’uscita della sentenza che dimostrava come il clan interesse “fermare la parola” ne ha compreso la vera forza. “Quando hai la prova che ogni individuo che ha dato tempo e conoscenza ha cambiato le cose, realmente, per me è stata la dimostrazione della forza della parola. Pensate un’organizzazione così potente di chi ha paura? Di voi. Quando decidete di capire, capire diventa pericolosissimo”. 

Perché un fumetto per raccontarsi? 

Il  fumetto cos’ha? Un potere diverso dal leggere. Quando leggi tu crei, il fumetto vuole immaginare quella esatta scena e non perdere la tua possibilità di rappresentarla. Non volevo innescare nel lettore una condivisione di dati e di conoscenza ed emozione, io volevo proprio dargliele quelle emozioni”.

"Sono pagine evocative che mi raccontano senza avere il peso del dettaglio, dell’informazione, ma con la libertà di farti capire il dolore e la situazione statica in cui ti trovi. Il libro diventa così universale. E’ una storia di solitudine in cui ognuno si può riconoscere”. 

“Sto cominciando a riprendermi la mia vita e la libertà”

Sono stati anni talmente complicati che mi sono detto che un modo per poter ripartire era rimettersi al mondo. C’è una frase famosa che recita “pensavate di seppellirci ma noi siamo seme”. Il mio primo pensiero è che non sei affatto solo, ci hanno buttato terra addosso, su di me ma anche sui miei lettori, che sono semi, e questi sono germogliati. Se siamo in molti.sei libero di scegliere diverse direzioni”. 

Chiara Gallo

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