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Cronaca | 27 ottobre 2021, 07:18

Prodotti made in Italy? In realtà erano dei falsi. Scoperta una frode da 1,5 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 200mila capi d'abbigliamento e accessori: le indagini, che hanno toccato le province di Prato, Varese e Bergamo, sono scattate dopo alcune operazioni a Torino, a Porta Palazzo e non solo

Operazione della Guardia di Finanza

Operazione della Guardia di Finanza contro i prodotti falsi spacciati per made in Italy

Vestiti e prodotti spacciati per made in Italy, ma che in realtà erano dei falsi. Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Torino, nel corso di due diverse operazioni, ha sequestrato circa 200mila capi d'abbigliamento e accessori sventando una frode in commercio dal valore di un milione e mezzo di euro.

Nel mirino, tre depositi che si trovavano nelle province di Prato, Varese e Bergamo. Il primo intervento, condotto dai Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Torino, ha avuto origine dopo un precedente sequestro, effettuato in un negozio nel quartiere di Porta Palazzo: maglioni e sciarpe falsamente marchiate “seta” o “cashmere” i quali, all’esito delle analisi scientifiche effettuate dal Laboratorio Chimico del CNR di Biella, sono risultati composti da materiale acrilico.

Le successive indagini hanno consentito di risalire a tutte le fasi della filiera degli approvvigionamenti e di individuare, nella provincia di Prato, un importante punto di distribuzione, gestito da un imprenditore di origine cinese, operante nel settore del commercio all’ingrosso di abbigliamento. Qui sono stati rinvenuti migliaia di articoli di maglieria e di abbigliamento falsamente venduti come capi di pregio. Giocavano sull'equivoco di essere made in Italy, ma in realtà erano importati dalla Cina.

Nel corso delle operazioni sono state anche scoperte, tra gli scaffali e all’interno di un container adattato a magazzino, oltre 10.000 mascherine filtranti, illecitamente “griffate” con il marchio delle note case di moda Louis Vuitton e Gucci, con certificazioni di conformità false e prive del più elementare sistema filtrante. L’imprenditore è stato, così, denunciato all’Autorità giudiziaria per i reati di frode in commercio, contraffazione marchi, falsità in certificazione e ricettazione.

Oltre 200.000 tra pentole in acciaio, caffettiere e coperchi in vetro recanti false indicazioni merceologiche, in relazione all’origine italiana, per un valore commerciale di circa un milione e mezzo di euro, sono stati, invece, sequestrati dai Baschi Verdi in due magazzini di Somma Lombardo (provincia di Varese) e Pontida (nel Bergamasco). In questo caso, i Finanzieri sono risaliti alla catena distributiva della merce illecita a seguito di un sequestro precedentemente effettuato a Torino, presso alcuni punti vendita ove erano state rinvenute centinaia di articoli similari, pubblicizzati come di origine italiana ancorché fossero stati prodotti ed importati dalla Cina. 

I successivi approfondimenti, avviati attraverso il monitoraggio dei flussi commerciali relativi alle importazioni da paesi UE ed extra-UE ed alla successiva distribuzione ed immissione in commercio sul territorio nazionale, hanno consentito di individuare l’impresa distributrice coinvolta nel sistema di frode e di richiedere alla Procura della Repubblica di Torino l’emissione di un provvedimento di sequestro la cui esecuzione ha permesso, altresì, nel corso delle operazioni, di scoprire un ulteriore deposito nella disponibilità dell’azienda indagata, risultato non dichiarato.  

L’amministratore della società è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per i reati di frode in commercio e false indicazioni di origine.

redazione

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