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Attualità | 05 novembre 2021, 18:04

“Non voglio morire”, la strage della Thyssen per la prima volta in un libro

Uscirà il 6 dicembre, in occasione del 14° anniversario, il nuovo romanzo di Stefano Peiretti basato sulle testimonianze delle famiglie delle vittime

presentazione “Non voglio morire”

“Non voglio morire”, la strage della Thyssen per la prima volta in un libro

Non voglio morire”: questa è la straziante frase pronunciata prima di morire da una delle 7 vittime della strage alla ThyssenKrupp. Dal 6 dicembre (giorno del 14° anniversario del rogo dell'acciaieria torinese, ndr) quelle parole diventeranno il titolo del nuovo libro di Stefano Peiretti, autore da sempre impegnato nell'affrontare temi socialmente rilevanti, deciso a rinsaldare la memoria di Rocco, Bruno, Rosario, Roberto, Angelo, Antonio e Giuseppe riportando in auge il tema della sicurezza sul lavoro.

Le testimonianze delle famiglie coinvolte

Per farlo, Peiretti si è avvalso delle testimonianze, dei racconti e dei vissuti delle famiglie coinvolte: “Il libro in uscita - spiega – è il risultato di un lungo cammino dove memoria, rabbia ed emozioni sono uscite senza sosta. Sono orgoglioso di essere riuscito a portare memoria per questi 7 ragazzi: non è stato semplice ma, grazie alle famiglie che hanno deciso di aprirsi con me, ho avuto modo di riscoprire cosa sia davvero la vita".La forma scelta, quella del romanzo, è stata utilizzata per rendere la narrazione più scorrevole e di conseguenza maggiormente fruibile al pubblico: “Il protagonista - aggiunge Peiretti – è Luca, un giovane giornalista che decide di dedicare anima e corpo a una vicenda solo percepita da ragazzino; per contestualizzare ho scelto di raccontare anche le caratteristiche della Torino industriale dell'epoca”.  

La storia di Rosina: "Una ferita mai chiusa"

Una delle storie raccontate è quella di Rosina Demasi, mamma di Giuseppe: "Partecipare - afferma - è stato come riaprire una ferita mai chiusa del tutto ma ho pensato che fosse giusto per dare continuità alla memoria di questa strage che qualcuno tende a dimenticare. Nel libro ho esternato tutti i sentimenti provati nella vita distrutta di una famiglia che ha scoperto troppo tardi di essere davvero felice; non manca nemmeno la rabbia verso chi ha fatto morire i nostri ragazzi e verso chi non ha mosso un dito per farci avere giustizia".

Il ricordo di Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto 

La prefazione di "Non voglio morire" è stata scritta da Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto del rogo del 2007: "Le persone morte alla Thyssen - sottolinea - adesso dovrebbero essere qui con noi a gioire della vita, invece dopo 14 anni non siamo ancora riusciti ad ottenere giustizia: nonostante tutto abbiamo ancora la forza per andare avanti. Non voglio morire deve essere un monito per tutti i cittadini ma soprattutto per le istituzioni che devono intervenire anche a livello legislativo sulla sicurezza sul lavoro".

Marco Berton

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