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Economia e lavoro | 30 novembre 2021, 19:09

Embraco, gli operai della Tenda del lavoro non si rassegnano: "A Roma per un ultimo viaggio. Ringraziamo chi dice di lavorare per noi"

L'appello da piazza Castello, da parte di chi da mesi presidia davanti alla Regione: "La sconfitta della politica e dello Stato: abbiamo solo preso pacche sulle spalle"

Protesta in piazza Castello

Una delle proteste recenti in piazza Castello, davanti alla Regione

"Un ultimo viaggio, anche se è triste dirlo. Andiamo a Roma per ringraziare i politici, che dicono di lavorare per noi". Nei giorni in cui si discute dell'ultimo capitolo (forse l'epilogo) della vicenda Embraco, con lo sblocco del fondo Escrow, sono gli operai a prendere la parola.
Lo fanno con una diretta Facebook dalla Tenda del lavoro, il presidio che ormai da mesi staziona in piazza Castello davanti alla Regione. "Siamo disperati. C'è chi va alla Caritas, chi ha perso la casa, chi è tornato dai genitori e chi sta perdendo anche la dignità".

Un ultimo atto dopo 4 anni di illusioni

Una frustrazione che, se da un lato trova la sponda dell'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, dall'altra alimenta la voglia di un nuovo, ultimo atto dimostrativo. "Autoconvochiamoci, diciamogliene quattro ai politici di Roma. Hanno fatto un ottimo lavoro in questi quattro anni: tutti ci hanno dato la pacca sulla spalla, dicendo che erano con noi, che una soluzione la trovavano e oggi, dopo quattro anni, siamo qui. E l'unica soluzione che poteva essere buona, Italcomp, qualcun altro ha detto che non andava più bene".

Non si salva nessuno, negli ultimi 4 anni

Nel giudizio degli operai non si salva nessuno, tra tutti coloro che hanno rappresentato il governo e lo Stato in questi quattro anni. "Caro governo Draghi, grazie. Grazie Giorgetti, grazie Patuanelli, grazie Gentiloni che è alla Ue e ha detto che si ricordava di noi. Grazie Salvini. Grazie Arcuri, che doveva essere il nostro datore di lavoro. Non che gli altri governi precedenti siano stati meglio". E aggiungono: "È la sconfitta dello Stato, della politica. Qui tra poche settimane finisce la cassa integrazione e siamo alla fame. Poi ci si chiede perché la gente non va a votare".

Ma la lotta non sembra interrompersi. "Cercheremo di mantenere la tenda finché sarà possibile, nonostante il freddo e l'indifferenza della politica. Calenda, Di Maio, Patuanelli, ora Giorgetti, che potremmo ribattezzare l'uomo ombra: vorrei vedere i politici vivere un mese con la sola cassa integrazione".

"Io non firmo la tombale"

Un ultimo riferimento riguarda l'offerta arrivata proprio da Whirpool, sull'utilizzo del fondo Escrow, che porterebbe una cifra anche nelle tasche dei lavoratori. "Prima denunciano la Ventures e poi vogliono pagare loro i debiti? Io la tombale non gliela firmo, per 7000 euro lordi, in senso fiscale, ma anche sporchi. Solo a proporre una soluzione del genere, dovrebbero vergognarsi. A Natale comprate altri elettrodomestici".

Costanzo: "Tragico epilogo dopo false promesse"

E dalla politica, l'unica voce che arriva è quella di Jessica Costanzo (Alternativa): "Con la cassa integrazione che finirà il 22 gennaio senza possibilità di proroghe e la Naspi alle porte, la proposta “prendere o lasciare” da 7mila euro lordi a testa per liquidare 391 lavoratori ex-Embraco è l’ultimo atto di un vergognoso balletto che da 4 anni si consuma sulla pelle dei lavoratori. Il tragico epilogo di questa vicenda è la pietra tombale sull’intera classe dirigente, locale, regionale e nazionale che ha solo saputo promettere senza mantenere una sola parola”.

Massimiliano Sciullo

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