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Attualità | 04 dicembre 2021, 11:30

Con la pandemia Torino perde lavoro  e reddito: il Rapporto Rota fotografa "Un anno sospeso" 

Dopo il Covid si usa l'auto privata e la bici, ma la transizione ecologica non decolla per colpa del pubblico 

La presentazione del rapporto Rota

La presentazione del rapporto Rota

"Un anno sospeso". È questo il titolo del XXII Rapporto "Giorgio Rota" che fotografa gli impatti della pandemia su Torino. Gli strascichi del Covid-19, alla vigilia di una possibile quarta ondata, sono pesanti in ambito sanitario, ma soprattutto occupazionale ed economico. 

Nel 2020 maglia nera per perdita di lavoro e reddito

Il capoluogo piemontese, come emerge dallo studio realizzato dal Centro Einaudi, sta patendo più di altre realtà: nel 2020 è stata la seconda peggiore metropoli italiana per perdita di occupazione, così per calo di reddito medio dei suoi abitanti. La stessa ripresa economica registrata nel 2021 risulta più marcata nel triangolo Milano-Veneto-Bologna, mentre invece nella Città Metropolitana è decisamente più debole. L'unica nota positiva viene dal turismo, dove per l'estate 2021 gli alberghi registrano un livello di occupazione delle camere quasi pari al 2019.

Calano ancora del 7% le nascite

Dal punto di vista sanitario, con 499 morti anziani ogni 100.000 pensionati, la città metropolitana è al 4° posto per gravità della pandemia, dopo Milano (673), Bologna (580) e Trieste (543). E l'impatto sociale della pandemia ha colpito anche le nascite, ulteriormente in calo del 7%. Il sistema sanitario è in difficoltà, dove il Piemonte occupa una posizione intermedia tra le 20 regioni italiane: è 8° per numero di vaccinazioni  ugualmente 8° per capacità di effettuare test, 10° per posti letto allestiti nei reparti di terapia intensiva. 

Post pandemia cresce uso auto privata, ma anche bici e piedi

A livello di mobilità dopo la pandemia si registra un aumento dell'uso dell'auto privata, ma soprattutto crescono l'utilizzo della bicicletta e gli spostamenti a piedi. Ed il lockdown ha fatto esplodere le comunicazioni sul web. Se Torino città è tra i capoluoghi metropolitani meglio dotati di banda larga ultraveloce oltre i 500 Mbps, a livello di territorio si registra la più alta percentuale del centronord di famiglie servite da connessioni con velocità inferiore ai 30 Mbps. Un dato determinato dalla forte presenza di comuni rurali e montani, poco popolosi e con residenti anziani.

Male per il pubblico per transizione ecologica 

Di fronte alla sfida storica della transizione ecologica Torino e il Piemonte si presentano in una situazione “in chiaroscuro". Dal punto di vista della qualità dell'aria la città sconta il fatto di avere un elevato tasso di motorizzazione, mentre sul fronte energetico il rilievo delle fonti rinnovabili nella produzione di energia è cresciuto di poco. Appare poi complessa la transizione verso modelli più sostenibili, a causa soprattutto della debolezza del settore pubblico (scarsa spesa per la ricerca, digitalizzazione degli enti locali in ritardo,..) a fronte del dinamismo del privato. 

 

 

Cinzia Gatti

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