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Attualità | 11 gennaio 2022, 13:40

Case popolari, quasi 200 le occupazioni: un calendario per effettuare gli sgomberi

Di 196 situazioni fuori legge nell'area metropolitana, ben 190 riguardano la sola Torino: spesso si tratta di alloggi sfitti o in fase di ristrutturazione

case atc - foto di repertorio

Occupazioni abusive, incontro stamattina in prefettura: a breve un tavolo per calendarizzare gli sgomberi

Un calendario, per scrivere - giorno per giorno - la parola "fine" alle occupazioni abusive all'interno delle case popolari gestite dalla Atc. Un fenomeno che, attualmente, riguarda quasi 200 abitazioni nell'area metropolitana (196 per la precisione), di cui la stragrande maggioranza (190) proprio sul territorio del capoluogo regionale.

Un'emergenza, sotto qualunque punto di vista, che questa mattina è stata affrontata ai tavoli della Prefettura in occasione della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Un vertice cui ha preso parte anche il presidente dell’Atc del Piemonte Centrale, Emilio Bolla: un’occasione per fare il punto della situazione con il nuovo Prefetto di Torino, Raffaele Ruberto

Un fenomeno in crescita esponenziale

Pur essendo ancora un numero contenuto, le occupazioni abusive di case popolari sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi anni. E continuano a crescere: su un totale di 28.422 appartamenti nell’intera area metropolitana sono oggi 196 quelli occupati, 190 dei quali nella sola Città di Torino, la più colpita del fenomeno, dove gli alloggi popolari sono in totale 18.512. Gli occupanti prendono di mira appartamenti temporaneamente sfitti, perché appena liberati o interessati da lavori di ristrutturazione per poter essere nuovamente assegnati. E già nei mesi passati si erano effettuati sopralluoghi per mettere a fuoco le maggiori problematiche, anche in questo senso.

Mille alloggi con "lavori in corso"

Al momento sul patrimonio gestito da Atc del Piemonte centrale (Torino e area metropolitana) ci sono circa 750 appartamenti che necessitano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per poter essere riassegnati alle famiglie. A questi se ne aggiungono altri 250 dove i lavori sono già in corso o stanno terminando e che nelle prossime settimane saranno perciò disponibili per nuove famiglie di inquilini.

 

 

Prevenire è meglio che sgomberare

Proprio per prevenire il fenomeno delle occupazioni, Atc ha potenziato il lavoro sulla filiera degli appartamenti sfitti per velocizzare i tempi con cui metterli a disposizione: nel 2020 sul patrimonio amministrato a Torino e provincia erano stati ristrutturati e rimessi in disponibilità 461 appartamenti. Nel 2021, anche grazie ad uno stanziamento ad hoc della Regione Piemonte, sono stati invece 891. L’Agenzia ha inoltre disposto un investimento di 800mila euro per un “pacchetto sicurezza” per il triennio 2022-23-24 che preveda l’installazione di impianti di antifurto, porte e serrature blindate per gli appartamenti più a rischio occupazione. 

 

 

Un calendario per gli sgomberi

Nel corso dell’incontro è stato stabilito di riattivare l’operatività del tavolo interistituzionale previsto dal protocollo d’Intesa firmato nel 2020 da Regione, Città di Torino e Atc in Prefettura per la prevenzione ed il contrasto alle occupazioni abusive di alloggi di edilizia residenziale pubblica, al fine di iniziare a calendarizzare gli sgomberi, che saranno individuati in modo mirato. 

 

"Ogni giorno la nostra Agenzia riceve sollecitazioni da parte di inquilini che lamentano una condizione di generale insicurezza all’interno dei complessi e il proprio disagio per la sostanziale impossibilità a porre un freno a episodi di degrado e di disturbo. Scontri verbali, abbandono di rifiuti, danneggiamenti che alimentano l’esasperazione degli abitanti 'regolari' - spiega il presidente dell’Atc del Piemonte Centrale, Emilio Bolla -. Sono molto soddisfatto dell’incontro che ci ha permesso di rappresentare il problema, di cui tutte le istituzioni coinvolte si stanno interessando, e dell’attenzione e sensibilità che il nuovo Prefetto, che in passato è stato anche commissario di un ente gestore di edilizia sociale come il nostro, vi ha riservato".

redazione

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