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Attualità | 22 gennaio 2022, 14:05

Embraco, Lo Russo: "Occorre una profonda riflessione e una decisa azione legislativa"

Oggi la fine della cassazione per gli oltre 300 lavoratori. Il segretario regionale Pd Furia: "Occorre che la Regione e il Governo in campo tutte le politiche di accompagnamento e riqualificazione necessarie"

La foto postata sui social dal sindaco Stefano Lo Russo

La foto postata sui social dal sindaco Stefano Lo Russo

Finisce oggi la cassa integrazione per i 377 lavoratori dell'ex Embraco e il sindaco Stefano Lo Russo esprime l'amarezza per la fine di questa storia iniziata nel 2017, con la delocalizzazione della produzione Whirlpool in Slovacchia, e per cui purtroppo non si è trovato un lieto fine.

"Una vicenda tanto emblematica quanto drammatica per diversi aspetti - scrive nel post su facebook il primo cittadino di Torino - Il primo è senz’altro quello umano dei lavoratori che hanno atteso, e sperato, per anni una soluzione che non fosse un ammortizzatore sociale ma che costruisse una prospettiva di lavoro. E su questo non si è fatto abbastanza. E poi, va detto senza ambiguità: c’è bisogno di norme a tutela della produzione italiana e di contrasto alle delocalizzazioni.

E aggiunge: "Quante "Embraco" abbiamo avuto il questi anni.

Occorre una profonda riflessione e una decisa azione legislativa che renda più giusto ed equilibrato il legittimo diritto alla concorrenza e alla libera circolazione di capitali e l'esigenza di tutela della produzione e degli interessi nazionali.

Serve un impegno comune di Istituzioni, imprenditori e sindacati per non lasciare soli questi lavoratori e le loro famiglie. Ce la metteremo tutta". 

Sul termine della cassa integrazione Embraco è intervenuto anche il Segretario regionale Pd, Paolo Furia: "Penso che sia una sconfitta di molti. Mi sono cimentato personalmente, sei mesi fa, per realizzare, in contatto col Ministro Orlando, un ammortizzatore sociale “per cessazione attività”, finanziandolo con il decreto Sostegni Bis. Orlando doveva venire a Torino. Rimase a Roma perché era riuscito a imporre al tavolo della Presidenza del Consiglio il tema della cassa per cessazione di attività, e noi, con Stefano Lo Russo, Enzo La Volta, Alessandro Sicchiero, Gianna Pentenero e gli altri che si sono occupati della questione, incontrammo i lavoratori per anticipare questa notizia. 

Si trattava ovviamente di una misura tampone, che avrebbe dovuto dare ulteriore tempo per elaborare una strategia di reinvestimento anche con il contributo di Invitalia. Non ci si è creduto.

Occorre che la Regione e il Governo ora mettano in campo tutte le politiche di accompagnamento e riqualificazione necessarie. 

Oggi però confesso di sentirmi un po’ sconfitto. Esprimo la solidarietà mia e del Pd Piemontese ai lavoratori e alle loro famiglie e rinnovo il nostro impegno per modificare questo sistema ingiusto".

redazione

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