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Attualità | 03 marzo 2022, 19:56

Bunker per ripararsi dalle bombe: sotto l'ufficio del sindaco, il rifugio antiaereo (FOTO e VIDEO)

A Torino sono centinaia i rifugi antiaerei sparsi per la città: potrebbero ancora essere utilizzati come riparo? Viaggio nel bunker di Palazzo Civico

rifugio antiaereo

Bunker per ripararsi dalle bombe: sotto l'ufficio del sindaco, il rifugio antiaereo

Le bombe a Kiev, i missili su Kharkiv. Le immagini di quanto sta accadendo in Ucraina, con i cittadini costretti a vivere in bunker sotterranei improvvisati per sfuggire agli orrori della guerra arrivano fino in Italia e scuotono i torinesi, preoccupati per la guerra alle porte dell'Europa.

I rifugi antiaerei a Torino

Quello che pochi sanno è che attualmente a Torino sono presenti centinaia di rifugi antiaerei, nei posti più insospettabili: sotto il Comune di Torino, in piazza Risorgimento, ma anche a due passi dall'arco Olimpico. O sotto le scuole, sotto condomini e giardini. Alcuni sono molto ampi (quello di piazza Risorgimento è in grado di ospitare più di 1.000 persone), altri più piccoli, mentre diversi sono ormai abbandonati o gestiti da privati all'interno delle case. La domanda sorge quindi spontanea: questi rifugi potrebbero accogliere i cittadini in caso di attacchi aerei? O questi luoghi, memoria dei bombardamenti e della difficile vita vissuta dai torinesi durante la seconda guerra mondiale, possono solamente svolgere un ruolo di museo sotterraneo?

Il rifugio di Palazzo Civico

Uno dei rifugi antiaerei più curiosi è senza dubbio quello realizzato tra il 1940 e il 1942 sotto Palazzo Civico, sull'ala del palazzo che affaccia su via Bellezia. La sede del Comune, del sindaco Stefano Lo Russo. L'edificio, costruito nella seconda parte della Seconda Guerra Mondiale, era stato pensato per ospitare il corpo di guardia della polizia municipale e il distaccamento dei vigili del fuoco di via Bellezia, in caso di attacco. E i bombardamenti ci furono, soprattutto da parte dell'aviazione inglese.

Com'è stato realizzato il bunker

Il bunker, sebbene mai colpito direttamente, resistette. Costruito dieci metri sotto terra, il rifugio presenta dei locali di accesso, un lungo tunnel di 30 metri e alto un metro e ottanta, è stato allestito con servizi, acqua corrente e ricambio d'aria, porte anti scoppio e anti soffio. "Questo spazio poteva ospitare 50 persone" racconta Stefano Re, responsabile amministrativo del Comune di Torino. "E' stato realizzato con miscela di calcestruzzo e da mattoni pieni, al fine di resistere all'urto" racconta Re.

Rifugio attivo o no?

Oggi il rifugio, con ingresso e uscita proprio sul cortile d'onore di Palazzo Civico, dopo 70 anni potrebbe ancora svolgere, seppur solo parzialmente, le sue funzioni: "Potrebbe essere utilizzato nel limite delle sue funzionalità: le porte non sarebbero sigillabili, ma certamente garantirebbe una certa protezione essendo collocato a 10 metri di profondità ed essendo realizzato secondo tecniche costruttive predisposte per gli attacchi dell'aviazione nella Seconda Guerra Mondiale" conclude responsabile amministrativo del Comune di Torino.

Andrea Parisotto

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