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Attualità | 12 maggio 2022, 19:49

Padri divorziati, lavoratori licenziati e mamme sole con figli: nel Torinese gli invisibili della “povertà”

La pandemia ha acuito situazioni già critiche prime del Covid. La Città Metropolitana pronta a creare un osservatorio per intercettare i nuovi bisognosi ed assisterli facendo rete

senzatetto su una panchina

Convegno sulla povertà a Torino

I nuovi poveri sono sempre più invisibili. A rivelare la presenza di persone quasi “fantasma”, che vivono al limite di una condizione di indigenza, è uno studio condotto da Roberto Alban e Cesare Bianciardi, concentrato sulla cosiddetta homelessness nel territorio metropolitano torinese.  Nel 2018 gli homeless in carico nel territorio metropolitano erano 661. 

 

Mamme sole con figli, padri separati, ma anche persone che hanno perso il lavoro da un giorno all’altro o che improvvisamente hanno scoperto di aveva una malattia grave. E’ questo l’identikit dei nuovi poveri, non i clochard che i torinesi conoscono bene, ma persone all’apparenza insospettabili che necessitano di una rete in grado di sostenerli. Ed è per questo che la Città Metropolitana ha deciso di creare un Osservatorio permanente sulle povertà, per avere uno strumento operativo e far si che i flussi informativi siano costanti e utili, in modo da intercettare queste persone e aiutarle.

 

I fondi, d’altra parte, ci sono: ammonta a 20 milioni di euro la cifra stanziata (grazie al Pnrr) per l’housing sociale in Città Metropolitana.

 

Una situazione comunque nota, soprattutto a Torino: “Due anni di pandemia hanno colpito soprattutto le fasce più fragili della popolazione”, è la conferma che arriva da Michela Favaro, vice sindaca della Città di Torino.

 

A Torino, ha affermato Favaro - si registra un aumento dell’ 1,5% m della povertà. “Parliamo di un fenomeno spesso non così facilmente individuabile e circoscrivibile. A Torino abbiamo firmato un protocollo, la nostra città all’avanguardia per progettazione tra pubblico e terzo settore”, ha commentato la voce sindaca, che ha ricordato gli sforzi messi in campo per provare a contrastare questo trend: “Abbiamo provato a lanciare un progetto innovativo per il patrimonio: un bando con relativo finanziamento di 14 milioni di euro destinati a soggetti del terzo settore che potranno ristrutturare immobili comunali e privati. Siamo una delle prime città italiane ad avere dato questa possibilità: la coprogettazione è l’unica via”.

 

Garantire un sistema di tutela, centrato sul riconoscimento dei diritti, diventa quindi necessario per contenere un fenomeno ormai trasversale. Le risposte non devono più essere residuali o volte a rispondere a situazioni emergenziali, ma devono prevedere linee di azione strutturate”, ha invece sostenuto Valentina Cera, consigliera delegata alle politiche sociali della Città Metropolitana.

Andrea Parisotto

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