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Cronaca | 19 maggio 2022, 08:43

Torino riabbraccia il suo "Tiziano ritrovato": uno straordinario ritratto torna nelle mani dello Stato

La tela - Ritratto di gentiluomo con berretto nero - è stata confiscata dai carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale durante uno spostamento tra Svizzera e Italia

quadro di Tiziano

I carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale hanno recuperato un'opera di Tiziano che sembrava perduta

Torino recupera (e restituisce allo Stato italiano) un esemplare unico della storia dell'arte nazionale. Un "Tiziano ritrovato": uno straordinario ritratto, ritenuto perduto, rintracciato invece dopo lunghe indagini dagli uomini dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino. Il capolavoro, dopo il provvedimento di confisca emesso dalla Procura di Torino, sarà restituito in queste ore allo Stato Italiano. Si tratta del dipinto raffigurante “Ritratto di gentiluomo con berretto nero” attribuito al pittore Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1490 ca – Venezia 1576), sequestrato nell’ambito di una attività di indagine internazionale. 

A riconsegnarlo, il comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), Generale di Brigata Roberto Riccardi, alla Soprintendente per la Città metropolitana di Torino, architetto Luisa Papotti.

 

Indagine partita nel 2020 dalla Svizzera

L’indagine ha origine da una richiesta inoltrata nel 2020 all’Ufficio Esportazione di Torino da parte di una coppia di collezionisti piemontesi che dichiaravano il rientro in Italia dalla Svizzera dell’opera d’arte per l’esecuzione di alcuni esami diagnostici. Il valore dell’opera si aggirerebbe intorno ai 7 milioni di euro. Gli accertamenti successivi hanno dimostrato l’esportazione illecita della tavola dal territorio italiano. L’opera è stata sequestrata a giugno del 2021 dai Carabinieri TPC con un provvedimento della Procura della Repubblica di Torino al termine di una complessa attività investigativa e un articolato procedimento penale; è stata quindi confiscata e ora sarà restituita allo Stato per essere studiata ed esposta nuovamente al pubblico.

 

Inasprite le pene su questo fronte

I Carabinieri, in collaborazione con i funzionari della Soprintendenza di Torino, oltre a ricostruire la storia del prezioso dipinto, hanno documentato la violazione delle prescrizioni sull’esportazione dell’opera in assenza di autorizzazione, che è stata trasferita illecitamente dall’Italia alla Svizzera. L’importante e recente riforma legislativa che ha introdotto il nuovo articolo 518 undecies del Codice Penale1 ha previsto infatti un forte inasprimento delle pene (la reclusione da due a otto anni e la multa fino a euro 80.000) per coloro che trasferiscono all’estero beni culturali, cose di interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico o altre cose oggetto di specifiche disposizioni di tutela ai sensi della normativa sui beni culturali, senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione. Inoltre, l’attuale impianto normativo di tutela del patrimonio culturale prevede la confisca dei beni indicati all’articolo 518-undecies, che hanno costituito l’oggetto del reato.

redazione

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