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Politica | 01 giugno 2022, 18:56

"Paradosso bellissimo": Damilano scarica la destra, ma non molla le Circoscrizioni in cui governa

In tanti si aspettavano un passo indietro anche nelle Circoscrizioni in cui il centrodestra è in maggioranza. Uno scenario che potrebbe anche portare a nuove elezioni. Ma il fondatore di Torino Bellissima sembra avere altri piani

Paolo Damilano con Matteo Salvini, durante la campagna elettorale

Paolo Damilano con Matteo Salvini, durante la campagna elettorale

Paolo Damilano rompe con il centrodestra, sbatte le porte in faccia ai partiti a causa delle pericolose "derive populiste improvvisate" e prosegue in autonomia il percorso della lista civica da lui fondata pre-elezioni, Torino Bellissima. Una scelta che se in Comune non ha ripercussioni concrete, con il leader e i consiglieri che continueranno a sedersi tra i banchi dell'opposizione, apre scenari piuttosto contorti nelle sedi decentrate: cosa succederà ora nelle Circoscrizioni 5 e 6, dove Torino Bellissima è al governo, con il centrodestra unito?

Torino Bellissima fuori dalla maggioranza delle Circoscrizioni? No

Ed è proprio in questi due casi che Torino Bellissima rischia di diventare un "paradosso bellissimo". Sì, perché mentre in Comune si consuma il dramma e consiglieri di Lega, Forza Italia e Fdi attaccano Damilano, in Circoscrizione tutto sembra tacere, in un clima di serenità: Torino Bellissima, infatti, non ha alcuna intenzione di mollare le Circoscrizioni in cui è al governo e lo strappo con gli altri partiti non sembra esistere. Anzi. "Non rompiamo nulla, proseguiamo nel clima propositivo e collaborativo. La nostra è solo un'affermazione di principio e di autonomia, di ritorno alla libertà con cui è nato il progetto Torino Bellissima" fanno sapere.

Le Circoscrizioni 5 e 6 sembrano quindi non essere toccate da quell'automatismo politico che ha portato a uno strappo clamoroso e roboante. La volontà è quella di portare avanti il programma, di rimanere nella pragmaticità degli atti proposti. Come se il governo decentrato vivesse in una sorta di bolla a sé stante. 

Torino Bellissima fuori dalla maggioranza nelle Circoscrizioni, cosa accadrebbe?

Questo è però il pensiero di oggi, nel day after della scissione dal centrodestra. Se le cose dovessero cambiare e Torino Bellissima decidesse di uscire dalla maggioranza nelle Circoscrizioni in cui governa, si prospetterebbero tre scenari ben diversi tra loro: nessun cambiamento sostanziale, migrazione da Torino Bellissima a gruppi misti di maggioranza o addirittura nuove elezioni.

La situazione nella Circoscrizione 5 

La situazione più spinosa riguarda la Circoscrizione 5, dove i consiglieri di Torino Bellissima sono tre: Simona Borelli, Caterina Mastroeni e Stefano Subbiani. Quest'ultimo è anche in Giunta, con deleghe alla Sanità e ai Servizi sociali. Se dovessero lasciare in blocco la maggioranza e passare all'opposizione, il centrodestra non avrebbe più i numeri per portare avanti il mandato e l'ipotesi di nuove elezioni prenderebbe consistenza. Attualmente però non si registra una volontà in tal senso e se anche Torino Bellissima dovesse imporre un aut-aut ai consiglieri, quest'ultimi potrebbero confluire in un gruppo misto di maggioranza e continuare a governare.

La situazione nella Circoscrizione 6

Un esempio in tal senso arriva proprio dalla Circoscrizione 6, dove Roberta Braiato ha lasciato Torino Bellissima e ha fondato un gruppo misto di maggioranza, "Riqualifichiamo le periferie". Se il presidente Valerio Lomanto dovesse perdere due consiglieri della lista civica di Paolo Damilano, Giulia Zaccaro (in giunta, con delega al verde) e Michele Celentano (capogruppo), avrebbe comunque una maggioranza. Risicata, per un solo consigliere, ma comunque in grado di portare avanti il programma.

Il paradosso di Torino Bellissima

Di certo, al momento entrambi i presidenti ostentano tranquillità. "Siamo pragmatici, abbiamo sentito i consiglieri di Torino Bellissima con cui abbiamo un ottimo rapporto umano e professionale. Non cambia nulla, è stato votato un programma e sulla base di quello proseguiamo" rivelano Enrico Crescimanno e Valerio Lomanto, presidenti delle Circoscrizioni 5 e 6. Si prosegue dunque, nonostante il paradosso: Torino Bellissima lascia Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia in Comune ma il matrimonio prosegue nei quartieri. Per ora. 

Andrea Parisotto

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