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Scuola e formazione | 26 luglio 2022, 16:33

Menù di grandi chef e no al ribasso di gara: Torino lancia nuovo appalto mense 2023-2027 da 150 milioni

Tra gli obiettivi lotta agli sprechi, spazio al biologico e aumento delle iscrizioni

mensa scolastica

Scuola, Torino lancia nuovo appalto mense 2023-2027 da 150 milioni di euro

Più cucine nei pressi delle scuole, la metà del cibo di origine biologica, menù studiati anche da grandi chef. Sono questi alcuni degli assi portanti del nuovo appalto mense 2023-2027 del Comune di Torino, che punta ad una maggiore qualità senza ribasso dei costi.

La novità introdotta dalla giunta Lo Russo è che la gara non prevede ribassi economici: il prezzo base è di 5.50 per ogni pasto, a cui si aggiungono due euro per le derrate fresche e 0.30 per le merende. Oltre un euro in più del vecchio appalto dell'amministrazione Appendino: nell'anno scolastico 2018/2019, ultimo pre Covid, il prezzo variava da 4.34 a 4.50 a pasto. La spesa totale è di 150 milioni di euro. 

"Tempo mensa uguale a quello in classe" 

"Sicuramente - ha commentato il sindaco Stefano Lo Russo - l'impatto sulle casse del Comune è pesante: per noi però il tempo della ristorazione ha la stessa importanza di quello che viene passato in classe". In totale sono 340 i plessi scolastici - dai nidi alle medie - coperti dal servizio. Nell'anno scolastico ancora in corso sono stati distribuiti oltre 5 milioni di pasti ma l'obiettivo, come dichiarato dall'assessore all'Istruzione Carlotta Salerno, è di "ritornare ai 7 milioni" pre-Covid. 

Più mense fresche 

In totale ci saranno otto lotti e ogni azienda se ne potrà aggiudicare al massimo due. A febbraio la Città ha attivato in via sperimentale la mensa fresca nell’istituto comprensivo Adelaide Cairoli e a seguire all’Aurora di via Cecchi 16. Ora Palazzo Civico con la nuova gara, come spiegato da Salerno, vuole estendere la preparazione dei piatti freschi nella vicinanza delle scuole: le mense fresche saliranno a 16, due per ogni lotto.

50% di cibo bio

"Nel bando abbiamo chiesto - ha precisato - una percentuale minima del 50% di biologico per ortaggi, frutta e carne".

"Nel rispetto del diritto dei lavoratori - ha aggiunto - abbiamo messo una clausola che impone alle società subentranti il riassorbimento del personale, alle medesime condizioni". Le famiglie potranno fare segnalazioni o suggerire miglioramenti tramite la sezione dedicata alla ristorazione scolastica, sul sito del Comune. La Città vuole poi coinvolgere chef famosi, professionisti della ristorazione e giovani cuochi nella creazione di menù che potranno poi essere adottati nelle scuole. 

Il panino da casa 

Una delle criticità principali che si è trovata ad affrontare l'amministrazione Appendino era la fuga dalle mense, a favore del cosiddetto "panino da casa": nel luglio 2019 la Cassazione ha detto stop al baracchino in classe. "Una delle contestazioni - ha spiegato Lo Russo - era di non avere una qualità di mensa adeguata: abbiamo deciso quindi di scegliere questo come requisito principale. Noi continuiamo a ritenere il cibo come una delle componenti educative".

Il bando sarà pubblicato la prossima settimana e resterà aperto per 60 giorni: l'obiettivo di Palazzo Civico è di avere i nuovi gestori da gennaio 2023.

Cinzia Gatti

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