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Economia e lavoro | 03 agosto 2022, 18:47

I rincari di gas e luce colpiscono gli alberghi di Torino: "Nel 2022 pagheremo oltre 75mila euro in più"

Le associazioni chiedono al Comune una governance, oltre ad una programmazione spalmata su tutto l'anno e pluriennale

albergo

Anche gli alberghi pagheranno il conto dei rincari e dell'inflazione

I rincari del gas e della luce colpiscono anche il turismo. E il conto per il settore dell’accoglienza si annuncia piuttosto salato. Parola di Fabio Borio presidente di Federalberghi Torino, che questa mattina è intervenuto nella commissione commercio per fare il punto sulle presenze nel capoluogo piemontese nei primi sei mesi del 2022.

Oltre 75 mila euro in più per luce e gas 

Gli aumenti – ha spiegato – costituiranno un aggravio importante sulla nostra categoria. Ogni azienda dovrà pagare tra i 75 mila e gli 80 mila euro in più all’anno tra i rincari di luce e gas”. Se così su due piedi può sembrare una cifra spropositata, basta prendere in considerazione un esempio. La maggior parte degli hotel si affida per il lavaggio delle lenzuola ed asciugamani a ditte esterne. Quest’ultime emettono fattura a tre mesi dal servizio, ovviamente aggiornata al costo della corrente elettrica di quel momento.

A luglio e agosto turisti

E sul fronte dei numeri, il 2022 ha segnato la ripartenza del settore alberghiero. Da aprile luglio si è registrata una flessione appena del -7%-8% di occupazione delle stanze rispetto allo stesso mese del 2019, ultimo pre-Covid 19. Ampliando lo sguardo a tutti i primi sei mesi di quest’anno si sale al -15% di camere prese. “Dal punto di vista del turismo,  – ha spiegato Giulia Beccaris, presidente di Assohotel Confesercenti – Torino era già ripartita bene ad aprile, anche prima degli eventi di maggio. A luglio ed agosto, nonostante il caldo torrido, la città sta attirando molti turisti”.

Serve una governance

Se, come sottolineato coralmente da tutte le associazioni presenti (Federalberghi Torino, Ascom-Confcommercio, Assohotel-Confesercenti, GTA – Gruppo Turistico Alberghiero) al momento non siamo ancora ai livelli di presenze prima della pandemia, è altrettanto vero che Eurovision e il calendario di manifestazioni fornito ad inizio aprile agli operatori hanno aiutato molto a far ripartire il comparto. Da qui la richiesta al Comune di avere una governance, oltre ad una programmazione spalmata su tutto l’anno e pluriennale. L'obiettivo è di intercettare tutti i tipi di turismo che gravitano su Torino, dal leisure al business passando per enogastronomia, appuntamenti culturali e grandi eventi. "Bisogna tenere presente - conclude Borio - che le ricadute positive per un grande evento coinvolgono gli alberghi in cui alloggiano i visitatori per un 30%, ma il restante 70% viene speso sul territorio".

Cinzia Gatti

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