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Attualità | 04 agosto 2022, 13:30

Aska e non solo, il Comune chiede un progetto per il dopo-occupazioni: "Lo sgombero, da solo, non basta"

Vertice in prefettura tra la vicesindaca Favaro, gli assessori Pentenero e Chiavarino e gli esponenti delle forze dell'ordine. "Priorità alla sicurezza e all'ordine pubblico: azioni di concerto tra le istituzioni"

sede di Askatasuna

Askatasuna e gli altri edifici comunali occupati sono al centro del confronto tra Comune, prefettura e forze dell'ordine

Non solo Aska. Torino punta a una progettualità precisa e definita per scrivere il futuro dei luoghi occupati in città. Centri sociali, ma non solo. Per scongiurare il rischio che - una volta "liberato" - lo stesso edificio non subisca una nuova occupazione che sfrutta il fattore tempo e lo stallo. "Perché lo sgombero, da solo, non basta". E' uno dei temi emersi durante la riunione sulla situazione degli immobili occupati, e un aggiornamento dei beni confiscati, che si è tenuta questa mattina in Prefettura. Presenti i rappresentanti delle forze dell'ordine, la vicesindaca di Torino, Michela Favaro e dell'assessore comunale alla Sicurezza, Gianna Pentenero. Con loro, anche l'assessore al Commercio Paolo Chiavarino.

Azioni per l'ordine pubblico

Tra gli immobili occupati, attenzione particolare per le situazioni che vedono coinvolti i centri sociali: a giugno ci fu anche una lettera tra le istituzioni. "Avevamo chiesto che si agisse di concerto - spiega Favaro - per arrivare alle soluzioni più opportune. Siamo tutti d'accordo che saranno intraprese azioni che riguardano in particolare l'ordine pubblico che saranno concertate con noi e che riguarderanno il riutilizzo degli immobili, una volta che saranno liberati".

Farsi trovare pronti con i progetti

Il fattore tempo, dunque, sarà fondamentale. "Vogliamo che ci siano già delle progettualità pronte, per ciascun immobile, nel momento in cui viene liberato - ha aggiunto la vicesindaca -. Ci siamo confrontati su tutta la situazione, non solo su Askatasuna. L'obiettivo principale è scongiurare che ci siano criticità sulla sicurezza. E ora bisogna fare un piano di lavoro condiviso".

Non ripetere l'errore dell'asilo di via Alessandria

"Quando si parla di questi fenomeni, l'autorità del Comune deve essere sempre raccordata con le autorità dello Stato, in particolare prefettura e questura - ha aggiunto Pentenero -. Stiamo valutando caso per caso: esistono situazioni differenti, alcune delle quali molto complicate. Dobbiamo evitare che accada ciò che è successo con l'ex asilo di via Alessandria: una grande operazione di polizia che, a oggi, non ha portato a una vera riqualificazione dell'area, che resta abbandonata e murata all'ingresso".

I beni confiscati alla mafia

Un altro argomento toccato durante la riunione riguarda l'utilizzo dei beni (e in particolare degli immobili) sottratti alla criminalità organizzata. Attualmente sono 4 gli immobili confiscati alla mafia, per il riuso dei quali il Comune parteciperà a un bando.

 

Massimiliano Sciullo

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