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Cronaca | 09 agosto 2022, 11:39

Pecore "fantasma" per accaparrarsi i fondi dell'Unione Europea: quattro persone nei guai per truffa [FOTO e VIDEO]

I capi di bestiame di proprietà di un'azienda in bassa Val di Susa risultavano in realtà ceduti "in prestito" ad altre aziende con pascoli in aree remote così da meritare i sostegni finanziari della Ue

truffa nel settore dei pascoli

La truffa permetteva alle aziende di ottenere senza diritto i fondi dell'Unione Europea

Come prestiti a tempo determinato: una definizione piuttosto comune, nei mesi estivi di calciomercato. Ma qui non si tratta di campioni di serie A, piuttosto di pecore e ovini, che venivano "spostati" da un'azienda all'altra (spesso per finta) pur di accaparrarsi i fondi dell'Unione Europea a sostegno dei pascoli in aree remonte.



Un meccanismo che traeva origine in bassa Val di Susa e che è stato scoperto dai carabinieri Forestali sotto la direzione di EPPO - Ufficio di Torino, Procura europea. Una realtà operativa in Italia dal 1° giugno 2021 e che ha proprio il compito di indagare e perseguire le frodi contro il bilancio comunitario e ogni altro reato contro gli interessi finanziari della Ue. Sono quattro le persone denunciate, collegate ad altrettante aziende agricole che operano in Piemonte e nel nord ovest.

L’indagine ha preso origine la scorsa estate, quando durante una verifica presso un allevamento in bassa Valsusa si è scoperto che - rispetto a quanto dichiarato alla banca dati zootecnica - mancavano oltre trecento capi. Dagli approfondimenti si è svelato che gli animali erano stati ceduti "a tempo determinato" ad altre società agricole, per poi essere riacquistato dalla stessa nel corso della stessa stagione dei pascoli. Questi "spostamenti", hanno capito gli inquirenti, servivano perché almeno formalmente le bestie risultassero su remoti pascoli delle Alpi Cozie e Graie, per conto di altre società agricole, così da ottenere contributi i comunitari legati alla politica agricola comune (Fondo europeo agricolo di garanzia).

Di fatto gli ovini, che in parte risultavano inesistenti al momento dei controlli successivi, passavano da un’azienda all’altra per il periodo strettamente necessario ad attestare la presenza al pascolo ai fini del conseguimento dei premi comunitari. 


Per questo motivo è scattata la denuncia per il reato di truffa aggravata ai danni dell’Unione europea per quattro soggetti, tutti residenti in provincia di Torino. Coinvolte nella truffa le tre società agricole a loro riconducibili con sede nel Torinese ma con attività in Piemonte e Val D’Aosta. 

Negli scorsi giorni si è proceduto ad eseguire il sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme sui conti correnti degli indagati per oltre 160mila euro oltre a bloccare i titoli che danno diritto al pagamento diretto nella disponibilità delle società agricole coinvolte.

redazione

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