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Economia e lavoro | 27 settembre 2022, 16:58

LiciaCube, ecco le prime immagini torinesi per la missione che ha deviato l'asteroide [FOTO]

La soddisfazione di Avino, ceo di Argotec: "Una grande emozione, nello Spazio tutto può cambiare". Zurbuchen (Nasa): "Tutti dicevano sarebbe stato impossibile, ringrazio i partner italiani per il supporto e l'amicizia"

Missione compiuta per la sonda Dart della Nasa, cui ha partecipato anche la torinese Argotec

Missione compiuta per la sonda Dart della Nasa, cui ha partecipato anche la torinese Argotec

Due pallini bianchi nel buio pesto dello Spazio profondo. Uno dai contorni definiti, l'altro illuminato come in un flash da una serie di scie legate all'impatto appena avvenuto contro Dart, il satellite-kamikaze della Nasa che gli si è appena schiantato contro.

Immagini storiche per la scienza e per l'uomo

Sono queste immagini, storiche per l'umanità, che certificano che la missione è compiuta: era ancora notte fonda, quando l'asteroide Dimorphos è stato raggiunto e colpito (deviandone la traiettoria in orbita). Merito (anche) della torinese Argotec, che con il satellite LiciaCube fatto per l'Agenzia Spaziale Italiana ha documentato tramite riprese video l'impresa dalla sonda della Nasa.
"Un enorme successo, che per la prima volta ha visto l'intervento umano su un corpo celeste. E LiciaCube rappresenta un grande successo per quanto riguarda il contributo italiano e torinese: tutti pensavano che sarebbe stato impossibile compiere questo tipo di missione, con satelliti così piccoli, ma abbiamo dimostrato che non è così", dice Thomas Zurbuchen, responsabile scientifico della missione per la Nasa, dialogando con Giorgio Saccoccia, presidente di ASI. "Voglio ringraziare per l'amicizia, la collaborazione e per l'aiuto a questa missione e non solo a questa".

"Non è un caso che come Asi abbiamo deciso di investire su questo tipo di satelliti cercando di stimolare l'innovazione e l'inventiva tecnologica italiana - aggiunge Saccoccia - che spesso nasce proprio da aziende piccole come Argotec, che possono contribuire a missioni di grande visione come questa e con grandi partner come la Nasa". 

Cuore torinese a 12 milioni di chilometri di distanza

Cuore torinese per un'impresa realizzata a 12 milioni di chilometri: una distanza che la mente umana fatica addirittura a immaginare, ma che tecnici ed esperti della nostra città hanno saputo fare propria, arrivando a trovare la soluzione. Ora bisognerà attendere le misurazioni tramite i telescopi terrestri, per capire di quanto l'orbita è stata deviata.

"Questa missione è stata resa possibile dalla collaborazione tra Nasa e Agenzia spaziale italiana - aggiunge David Avino, ceo di Argotec - e speriamo di lavorare presto, di nuovo insieme. Questa notte le sale della nostra azienda erano piene di persone e dei nostri ingegneri: a terra puoi simulare qualsiasi cosa, ma nello Spazio è davvero tutto come fosse la prima volta, sono tantissimi i fattori che possono cambiare. E' il primo satellite che viaggia così lontano nello spazio e avendolo lanciato a novembre dello scorso anno, averlo "risvegliato" nei giorni scorsi e averlo trovato intatto è stata una bella soddisfazione".

Un peso complessivo di 14 chilogrammi per il piccolo satellite che aveva il compito di fare le riprese della missione di Dart, che andava a schiantarsi e modificare l'orbita dell'asteroide. "Abbiamo iniziato a scaricare le prime immagini e anche questo è stato molto emozionante: gli scienziati hanno cominciato a guardarle e presto ne discuteremo con la Nasa", conclude Avino.
Le immagini hanno iniziato a essere scattate 4 minuti prima dell'impatto, per poi proseguire - grazie all'intelligenza artificiale della tecnologia di bordo - per i dieci minuti successivi, continuando a inquadrare il cuore della scena mentre il satellite si stava allontanando. "Come un'automobile che si allontana da un punto, ma dalla quale si vuole continuare a osservare un certo luogo, voltandosi e tenendo lo sguardo fisso", sottolinea Simone Pirrotta, Program Manager di ASI.

Informazioni straordinarie: un grande successo scientifico

"Queste immagini ci danno informazioni straordinarie sia sulla superficie che sull'interno di questo corpo celeste e, per la prima volta, è stato possibile osservarlo sul posto - commenta Elisabetta Dotto, Science Team Lead di Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) -. E' già un grande successo scientifico".

"E' stata una sfida tecnologica dal grande valore scientifico - aggiunge Valerio Di Tana, Program Manager di Argotec -: come azienda siamo stati i principali responsabili dello sviluppo tecnologico, con obiettivi molto sfidanti. Trasformare in atti pratici le teorie che ci sono alla base ha richiesto durissimo lavoro per almeno due anni, sviluppando sistemi nuovi e totalmente innovativi. Nei nostri laboratori abbiamo fatto migliaia di simulazioni, attingendo al contributo dell'intelligenza artificiale. Ma abbiamo anche sviluppato prodotti che non esistono al mondo".

 

Massimiliano Sciullo

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