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Politica | 15 novembre 2022, 19:02

Grimaldi visita il carcere di Torino: “Troppo sovraffollamento, servono misure alternative” [VIDEO]

Il parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra si è recato casa circondariale Lorusso e Cutugno: “Muffa, gli scarafaggi d'estate e i topi in inverno, l'impossibilità di usufruire di telefonate e videotelefonate”. Poi l’appello a Prefettura, Questura e magistratura

Marco Grimaldi

Marco Grimaldi dopo la visita al carcere delle Vallette

Faccio un appello alla magistratura: servono misure alternative, non può esserci solo il carcere. Se non sfolliamo e decongestioniamo è impossibile ristrutturare le strutture”. E’ questo il primo pensiero di Marco Grimaldi, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra al termine della visita al carcere Lorusso e Cutugno di Torino.

Una struttura vecchia, ammalorata, in cui nelle ultime due settimane due uomini hanno deciso di togliersi la vita. Tra i problemi riscontrati dal parlamentare torinese, quello del sovraffollamento: sono infatti 1.400 i detenuti presenti nella casa circondariale delle Vallette. Tanti, troppi, secondo Grimaldi: "La gran parte delle persone qui dentro potrebbero avere affidamenti in prova, domiciliari, lavori socialmente utili".

Un altro tema sollevato è quello dei nuovi giunti, che arrivano a ogni ora del giorno e della notte. Senza sosta. "In carcere entrano 10 o 15 persone al giorno, anche di notte. Mi rivolgo all Prefettura e alla Questura: anche le carceri hanno bisogno di momenti di tregua, non si può lavorare senza sosta. Va trovato il modo per dare ai detenuti e alla polizia penitenziaria un momento di riposo almeno dalle 24 alle 6, anche perché i nuovi giunti vanno seguiti con la massima attenzione, soprattutto se giovani alla prima esperienza carceraria" afferma Grimaldi.

Per il parlamentare, all'origine di rivolte, tensioni e suicidi, vi sarebbero condizioni legate ai disservizi sanitari: "E' impensabile ò attendere a lungo una visita medica, perché dobbiamo riflettere su come alcune situazioni in carcere diventino ancora più difficili: c'è chi ha fatto una tac un anno fa e oggi aspetta ancora la visita di controllo", è la denuncia del parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.



Insomma, il sopralluogo non ha dato gli esiti sperati. Eppure, per Grimaldi, la speranza non è persa: "Questo carcere può migliorare se chi arriva qua, tra dirigenti e polizia penitenziaria, ha la possibilità di fare azioni concrete". L'esempio arriva dalla sezione 8 del Sestante, migliorata nettamente al seguito delle ristrutturazioni. Non si può dire lo stesso della sezione D, considerata inidonea. "Qui, in uno spazio provvisorio e privo del personale adeguato, persone  detenute con patologie psichiatriche gravi si trovano di fatto in isolamento per più di un mese in attesa di valutazione, situazione che non corrisponde alle ultime raccomandazioni del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria". "Tanti settori sono in sofferenza per il gravissimo sovraffollamento e non si riesce a garantire alle persone le cure sanitarie e l'assistenza di cui hanno bisogno, sanità alla quale si raccomanda di garantire i colloqui di primo ingresso attraverso personale competente”, dichiara il Vice-capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra Grimaldi.

Tra i problemi riscontrati durante la visita anche quello della muffa, presente tutto l'anno. Stagionali invece gli scarafaggi, che si incontrano solo d'estate, e i topi, presenti in inverno. "A questo si aggiunge l'impossibilità di usufruire di telefonate e videotelefonate in un numero sufficiente ad alleviare il dolore di chi è qui, i tanti bimbi che ancora scontano la pena insieme alle madri, come ci hanno raccontato delle detenute in una lettera, la negazione di fatto di percorsi veri di reinserimento a fine pena".

In ultimo il tema delle finestre schermate due volte, sia dalle sbarre che da grate fitte e scure, che rendono quasi impossibile vedere la luce del sole: "È vero, sono arrivati dei droni, ma non si può chiudere in questo modo la percezione visiva ai detenuti. Esistono anche delle libertà e dei diritti dentro il carcere. Noi siamo qui per questo", conclude Grimaldi.

Andrea Parisotto

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