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Politica | 23 novembre 2022, 11:17

Il rincaro dei mutui colpisce anche il Comune di Torino: "Chiudiamo sei contratti di derivati"

In 18 anni questo pacchetto ha generato un guadagno di quasi 10 milioni, ma ora la Città rischia di dover pagare

stefano lo russo

Stefano Lo Russo all'assemblea dei sindaci a Bergamo

Il rincaro dei mutui colpisce anche il Comune di Torino, che decide di correre ai ripari chiudendo sei contratti di derivati. Questo specifico pacchetto di strumenti finanziari era stato sottoscritto nel 2004. "In 18 anni - hanno spiegato gli uffici, durante la Commissione Bilancio - hanno generato un guadagno per la Città di 9 milioni e 850 mila euro". La crisi mondiale generata dall'attacco russo all'Ucraina ha però generato, oltre ai rincari energetici, anche il rialzo dei tassi bancari. 

Rischio che il Comune paghi

"Ora emerge il rischio - hanno chiarito - che questi derivati, a tasso variabile, vadano in negativo". Tradotto il Comune si ritrovi a pagare per mantenerli, anziché incassare soldi come accaduto sinora. "È opportuno chiuderli" hanno concluso gli uffici: l'operazione avrà un costo di un milione e 200 mila euro. I capigruppo del M5S Andrea Russi e di Sinistra Ecologista Alice Ravinale hanno chiesto invece informazioni sui restanti 8 contratti dei derivati che rimangono attivi. 

Lo Russo all'assemblea Anci

E sui fronte dei conti di Palazzo Civico è intervenuto anche questa mattina il sindaco Stefano Lo Russo dal palco dell'assemblea Anci in corso alla Fiera di Bergamo. Il primo cittadino ha spiegato come nei prossimi anni arriveranno nelle casse comunali 878 milioni di euro da Pon Metro, Pnrr, React Eu e altri fondi europei. Tutti strumenti "che hanno regole, rendicontazione e gestione dei progetti diverse, che devono essere messe a sistema".

"Il vero elemento - aggiunto - che farà la differenza non sarà la capacità di progettare asili nidi e piste ciclabili, ma di riuscire a farli". 

"Più sforzo su deroghe e potere commissariali" 

"Questa stagione particolare della storia italiana - ha aggiunto - forse potrebbe anche essere quella dove qualcosa in più sulle deroghe e sui poteri commissariali si fa lo sforzo di farlo, altrimenti il rischio è di non riuscire a centrare tutti gli obiettivi".

"Come stimolo per il nostro governo direi questo come elemento, abbiamo un codice degli appalti che ci aiuta a fare questa cosa? No. Un quadro di certezza sulle gare che permette di partire con i lavori? No. A Torino sopra i 100 mila euro tutte le gare vanno al Tar e in alcuni casi si perdono anni. Credo che una riflessione sistemica debba affrontare questa questione" ha concluso il sindaco.

Cinzia Gatti

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