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Economia e lavoro | 02 dicembre 2022, 17:41

Su Inps si spacca il fronte sindacale, la Cgil proclama la protesta con presidio, la Cisl la bacchetta: "Sbagliate: bisognava agire insieme"

L'appuntamento è per il 7 dicembre davanti alla sede regionale di via Arcivescovado, mentre il giorno prima saranno gli ispettori del lavoro a protestare. Quattro ore di sciopero generale, invece, il 15 dicembre

sede Inps di Torino

La manifestazione della Cgil è programmata per il 7 dicembre, ma la Cisl la bacchetta

Si spacca il fronte sindacale sul tema Inps. Cigl e Cisl vanno in ordine sparso, sul tema delle prestazioni e sugli organici a livello territoriale. E se la prima proclama la protesta con presidio davanti alla sede regionale di via Arcivescovado (appuntamento il 7 dicembre alle 10), la seconda la bacchetta prendendo le distanze e indicando una strada corale.

Organici in netto calo 

"Dal 2019 al 2023 l’organico Inps del Piemonte diminuirà quasi del 40% - dicono dalla Cgil -: nel 2019 l’Inps in Piemonte contava 1.643 dipendenti, mentre nel 2023 diventeranno poco più di 1.000. Sono circa 600 le lavoratrici e i lavoratori Inps in meno rispetto al 2019 e le 287 assunzioni previste per il 2023 sono del tutto insufficienti". Questo, secondo il sindacato, "comporterà un peggioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini già oggi costretti a lunghe attese, con l’aumento dei contenziosi e dei ricorsi, i ritardi nel riconoscimento e nella liquidazione delle prestazioni".

E aggiungono: "Sono sempre più consueti, infatti, ritardi ed errori nell'erogazione delle prestazioni con un notevole aumento di ricorsi amministrativi e giudiziari, i cui costi si scaricano sulla collettività. Il buon andamento dell’Istituto riguarda tutte e tutti: lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini".

"Bisognava andare insieme"

Una posizione che non trova completamente d'accordo i colleghi sindacalisti della Cisl. Che se da un lato confermano l’allarme sul problema organici, dall'altro rivendicano la necessità di agire insieme. “La Cgil sbaglia perché ha scelto di fare un presidio da sola senza tener conto dell’iniziativa unitaria già programmata. Questa è una battaglia di tutti!”, dicono.

L’8 novembre scorso – spiega il segretario generale della Cisl Fp (Funzione pubblica) Piemonte, Sergio Melis –, insieme a tutte le sigle sindacali dell’ente regionale, abbiamo raggiunto l’accordo in materia di mobilità territoriale, evidenziando, in una nota a verbale, la forte carenza di personale in Piemonte. Oltre a sottolineare l’importanza di procedere allo scorrimento della graduatoria degli idonei e di bandire nuovi concorsi, abbiamo chiesto alla Direzione piemontese di attivarsi a livello centrale per aumentare le assegnazioni di personale in Piemonte. Riteniamo, inoltre, fondamentale puntare sulla formazione e riqualificazione di personale per meglio rispondere ai cambiamenti organizzativi in atto”.

Il giorno prima scioperano gli ispettori del lavoro

Ma non c'è solo l'appuntamento del 7 dicembre. Il giorno prima - dalle 10 alle 11, sempre davanti alla sede di via Arcivescovado 9 saranno gli ispettori del lavoro a manifestare. "Chiamati sempre in prima linea nel prevenire le morti bianche e nel contrastare precariato e sfruttamento, sono in realtà sempre tra gli ultimi per quanto riguarda gli stipendi e le dotazioni tecnologiche a loro disposizione: sono gli ispettori del lavoro", dicono da FpCgil. "Fanno inoltre capo all’Ispettorato del lavoro molteplici altre funzioni di grande rilevanza sociale (conciliazioni monocratiche e collegiali, U.R.P., provvedimenti amministrativi, ufficio legale, …) ed anche in questi settori si registrano carenze di risorse e mezzi".

E oltre ai mezzi, anche i numeri fanno la differenza. Il cui risultato è negativo. "Negli ultimi anni l’Ispettorato Territoriale di Torino è passato da 180 unità circa a 150 unità circa di personale, di cui gli ispettori ordinari già formati ed effettivamente addetti alla vigilanza sulla regolarità dei contratti di lavoro sono 35 circa e gli ispettori tecnici che devono attualmente svolgere attività di vigilanza tecnica (ossia vigilare sui cantieri in edilizia e sulla sicurezza in tutti gli altri settori produttivi) in Torino e Provincia sono solamente 4", dicono i sindacati. "Difficile davvero in queste condizioni contrastare fenomeni quali il caporalato, il lavoro nero, lo sfruttamento, il precariato e le morti sul lavoro e rendere i numerosi servizi agli utenti".

"Dare risposte adeguate, e in tempi ragionevoli, alle legittime richieste degli utenti deve essere la vera priorità dell’ente - aggiungono i segretari regionali di Cisl e Fnp Cisl, Luca Caretti e Francescantonio Guidotti -. La continua riduzione del personale, nonostante l’impegno dei lavoratori, troppo spesso impedisce di svolgere tutte quelle nuove funzioni attribuite all’Inps negli ultimi anni. Prima degli annunci l’ente di previdenza è chiamato a ripensare profondamente la sua macchina organizzativa, mettendo i suoi operatori nelle condizioni di svolgere al meglio il lavoro, valorizzando le professionalità, favorendo la trasmissione di competenze e conoscenze importanti, e potenziando la sua fondamentale articolazione sul territorio”.

Cgil e Uil: 4 ore di sciopero il 15 dicembre

Ci sono comunque altre alleanze e diversa concordia tra Cgil e Uil sul fronte della Manovra economica e le politiche fiscali che sta elaborando il Governo. Le due sigle hanno infatti programmato lo sciopero regionale contro la Legge di Bilancio 2023: si tratta di 4 ore fissate per il 15 dicembre. "Da svolgersi a inizio turno, in tutti i territori del Piemonte, finalizzandole alla realizzazione di iniziative concordate, utili a dare visibilità e a spiegare nel merito le posizioni dei nostri sindacati, come assemblee pubbliche, presìdi, volantinaggi e quanto da voi ritenuto più adeguato per informare e mobilitare lavoratori e cittadini", scrivono il segretario regionale Cgil, Giorgio Airaudo e quello di Uil, Gianni Cortese, ai loro delegati territoriali.

Massimiliano Sciullo

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