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Attualità | 02 marzo 2023, 16:10

Quando si dice "pazzo come un cavallo": Nietzsche a Torino e l'episodio che ne cambiò la vita

Non tutti lo sanno, ma il celebre filosofo ha vissuto per mesi nel capoluogo piemontese. Una permanenza che ha segnato per sempre la sua esistenza

targa Nietzsche

Quando si dice "pazzo come un cavallo": Nietzsche a Torino e l'episodio che ne cambiò la vita

Forse non tutti sanno che il celebre filosofo Friederich Nietzsche visse per un brevissimo lasso di tempo, dal 21 settembre 1888 all'8 gennaio 1889 nel a Torino. In pieno centro, in un appartamento di via Carlo Alberto 6, al quarto piano.

Affascinato dalla bellezza della città

Nel capoluogo sabaudo il celebre filosofo rimase immediatamente affascinato dalla bellezza dell'architettura della città, spendendo elogi per l'eleganza dei portici, per le tappezzerie e le decorazioni dei suoi numerosi caffè storici.

Poco dopo la sua prima visita alla città, nell'aprile 1888, scrisse ad un amico: "Città dignitosa e severa! Niente affatto grande città, niente affatto moderna come avevo temuto: ma una residenza del diciassettesimo secolo, dove su tutto era stato imposto un unico gusto, quello della corte e della noblesse. Su ogni cosa è rimasta impressa una quiete aristocratica: non vi sono meschini sobborghi; un'unità di gusto persino nel colore (tutta la città è gialla o rosso-bruna). È un luogo classico anche per i piedi, come per gli occhi! Che sicurezza, che pavimentazione!".

L'episodio che cambiò la sua vita

Ma la permanenza di Nietzsche a Torino venne interrotta bruscamente da un episodio, del quale si narra essere stato l'inizio della sua follia. Era il 3 gennaio del 1889 quando egli assistette ad un episodio che scosse profondamente la sua anima: uscito di casa vide un cocchiere che, infastidito dalla stanchezza del suo cavallo e dal fatto che questi si rifiutava di continuare a seguirlo, lo frustò e lo prese a calci. Nietzsche, provando dispiacere per il trattamento riservato dal cocchiere al cavallo, scoppiò in lacrime e lo abbracciò.

Da quel giorno egli iniziò a scrivere i cosiddetti "Biglietti della follia", lettere indirizzate ai suoi amici nelle quali si firmava "il Crocifisso" o "Dioniso". Il 9 gennaio, il teologo nonché amico e suo ex insegnante Overbeckper, venne a prendere Nietzsche per condurlo presso una clinica psichiatrica a Basilea, dove iniziarono le sue cure.

L'appartamento dove alloggiò Nietzsche era di proprietà di Davide e Candida Fino, i gestori dell'edicola di piazza Carlo Alberto. La sua stanza, all'angolo con via Carlo Alberto, si affacciava sulla piazza, in corrispondenza dell'ingresso della Galleria Subalpina.

La scritta che rende omaggio al filosofo

Per rendere omaggio al filosofo, sull'edificio in cui egli visse venne collocata un'effige, presente ancora oggi, in cui fu scritto: "In questa casa Federico Nietzsche conobbe la pienezza dello spirito che tenta l'ignoto, la volontà di dominio che suscita l'eroe. Quì, ad attestare l'alto destino e il genio, scrisse Ecce Homo, libro della sua vita. A ricordo delle ore creatrici, primavera autunno 1888, nel primo centenario della sua nascita la Città di Torino pose".

Federica De Castro

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