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Attualità | 13 marzo 2023, 07:10

Nuovo ospedale alla Pellerina: il Comitato ambientalista chiede ai ministeri che si ponga il vincolo di interesse pubblico

Nel documento, si ricorda la presenza di piante e animali, anche rari. E l'importanza di un polmone verde per i residenti della zona

Parco della Pellerina

Continua il dibattito sull'ipotesi di un nuovo ospedale alla Pellerina

Non sarà un percorso facile, quello del nuovo ospedale alla Pellerina. Il Comitato Salviamo La Pellerina ha infatti presentato formale istanza ai Ministeri per l’Ambiente e la Cultura e alla Soprintendenza di Torino perché venga posto il vincolo di “notevole interesse pubblico” sul polmone verde cittadino. Non esattamente un viatico per la costruzione della struttura sanitaria, in un futuro più o meno lontano.

"La Pellerina, estesa su 837.220 metri quadri, è il più grande parco di Torino: un ecosistema di fondamentale importanza per l’ambiente, il clima, e la qualità della nostra vita, grazie al suo ricchissimo patrimonio arboreo, a una flora estremamente specializzata e sensibile ai cambiamenti ambientali, e alla presenza di molte specie di mammiferi, uccelli e anfibi", si legge nel documento.

"Chiediamo che ad esso si applichi l’Articolo 1 della Convenzione di Ramsar (v. Convenzione Ramsar, Iran 1971): Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, trattato internazionale firmato nel 1971 a Ramsar, Iran, e ratificato dall’Italia nel 1976,  allo scopo di tutelare, valorizzare e favorire l’esistenza di aree come quella della Pellerina per la conservazione della biodiversità e  dell’habitat primario per la vita degli uccelli acquatici, i quali, per raggiungere stagionalmente i differenti siti di nidificazione, sosta e svernamento, devono percorrere particolari rotte migratorie attraverso vari Stati e Continenti".

Piante e animali: c'è anche un raro Ginkgo biloba

"La permanenza di acqua stagnante nella zona depressionaria del Parco ha dato origine alla spontanea formazione di una zona umida di profondità variabile da 10 a 80 centimetri, sui cui bordi  si sviluppa un canneto caratterizzato dalla canna di palude, la tifa a foglie strette e il giunco di palude. La vegetazione è ricca di specie planiziali fluviali e specie introdotte a scopo ornamentale:  dai  pioppi, salici, ontani, tigli, carpini, frassini, querce, gelsi, aceri, ciliegi, betulle e noccioli alle numerose conifere anche esotiche: pini, abeti, larici, cedri, criptomerie, fino alle latifoglie: faggi, querce rosse o americane, liriodendri, olmi siberiani, e noci del Caucaso. È presente anche il Ginkgo biloba, albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni, unica specie sopravvissuta delle Ginkgophyta. Numerose specie di  fauna  animano la Pellerina: dai toporagni all’innocuo biacco, dalle rane ai rospi, ed alcune specie di pesci nelle acque della Dora Riparia. Grande la varietà di uccelli: ballerine, capinere, cince, cardellini, fringuelli, merli, pettirossi, usignoli e verdoni e  numerose specie di anatre, di cui la più comune è il germano reale ma anche la  gallinella d’acqua, l’airone cinerino, gabbiani, gazze, cornacchie e folaghe nelle stagioni di passaggio. Le zone più boscose del Parco ospitano la ghiandaia, e dei rapaci come il gheppio e il nibbio bruno".

Area di riferimento per i residenti nella zona

"Gli spazi circostanti sono densamente antropizzati per cui quell'area è di fondamentale importanza per la flora, per la fauna e per la stessa cittadinanza.  Storicamente è sempre stato un punto di riferimento a Torino sia come spazio ludico sia come area verde rigenerante all'interno della città stessa, anche perché facilmente accessibile  dai soggetti più vulnerabili: anziani, disabili e minori", conclude il documento del Comitato.

"Non c'è compenso per la distruzione del Parco della Pellerina"

"Rispondendo ad un’Interpellanza sulla costruzione del nuovo Ospedale Maria Vittoria all’interno della Pellerina il più grande parco della città di Torino, l’assessore all’urbanistica ha sostenuto  la piena coerenza di questa scelta con il Piano di Resilienza Climatica della Città di Torino, il Piano strategico dell’infrastruttura Verde e il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima", sottolineano gli esponenti del Comitato Salviamo La Pellerina.

"Proprio in attuazione di questi Piani, l’assessore Mazzoleni ritiene necessario sostituire il vecchio  Maria Vittoria gravemente energivoro e inquinante con un nuovo ospedale privo di questi difetti. È stata scelta l’area giostre della Pellerina perché quello sterrato non contribuisce a ridurre  l’impatto ambientale: tanto vale cementificarlo. E se verrà sacrificata parte del Parco e  250 alberi,  ne saranno piantati altrettanti altrove, a compensazione.

Questo, secondo lui, è bilancio ambientale positivo", concludono gli ambientalisti.

Massimiliano Sciullo

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