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Attualità | 13 aprile 2023, 17:03

Chiuso il dormitorio di via Traves, Sant'Egidio contro il Comune: "Stop senza preavviso. I clochard tornati in strada"

Davanti al centro di accoglienza "La Sosta" ieri fila di senzatetto per dormire. Rosatelli replica: "Via Traves chiusa come previsto"

dormitorio via traves

Chiuso il dormitorio di via Traves, Sant'Egidio attacca il Comune

Ieri ha chiuso il dormitorio di via Traves 15, nato per accogliere i senzatetto durante l'inverno. E la rete della solidarietà si è ritrovata così a fare i conti con settanta posti letto in meno. Per la Comunità di Sant'Egidio lo stop, "senza preavviso", all'attività del punto vicino alla Juventus Stadium ha voluto dire fare i conti con una vera e propria emergenza.

Ieri pomeriggio infatti, come spiega la realtà benefica, davanti al centro di accoglienza "La Sosta” della Comunità "erano in tanti a chiedere un posto per dormire". Sia italiani che stranieri, erano una trentina i senzatetto che speravano di trovare un nuovo letto. 

Sant'Egidio: "Non predisposta alcuna alternativa per i senzatetto" 

"Per la maggior parte delle persone che hanno usufruito del centro di via Traves - spiegano da Sant'Egidio - non è stata predisposta alcuna alternativa al ritorno sulla strada. Anche se la stagione del freddo invernale è finita, purtroppo non finisce l’altra emergenza che è quella di dare se non una casa, almeno un’ospitalità dignitosa per la notte". A Torino sono circa 700 le persone accolte nei dormitori e altrettante  quelle dormono per strada. 

"A Torino non c'è piano di emergenza casa" 

Numeri impressionanti. E chiusa via Traves, la Comunità di Sant'Egidio chiede all'amministrazione Lo Russo una risposta più strutturale. "A Torino - incalzano - non c'è un posto per tutti, non c'è un piano di emergenza casa, non c'è un sistema di accoglienza diffusa. Fare le persone da uno a zero, cioè da avere un posto in dormitorio alla strada, è un messaggio devastante". Da qui la richiesta di superare i grossi siti come quello della periferia nord-ovest in favore di "microaccoglienze diffuse, ospitalità di prima accoglienza, in cui sia possibile prendere in carico le persone". 

Rosatelli: "Via Traves chiusa come previsto" 

A replicare l'assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli: “La chiusura della struttura di via Traves, come negli anni precedenti, avviene in modo ordinario nei tempi previsti dall’ordinanza del Sindaco per il piano di accoglienza invernale che prevede un apertura tra novembre ed aprile".

"Qualunque altra ricostruzione - aggiunge - non è rispondente al vero e, anzi, è irriguardosa nei confronti dell’impegno quotidiano degli operatori che hanno lavorato per l’accoglienza". 

E tra coloro che hanno operato in prima fila nel dormitorio vicino alla Juventus Stadium, c'è la Croce Rossa di Torino. "Via Traves - spiega il presidente Giuseppe Vernero - è una delle risposte emergenziali che il Comune mette in campo nel periodo di maggior freddo: era nell'ordine delle cose arrivare alla chiusura".

"Capisco - aggiunge - che la scadenza sia sempre vissuta con sgomento e allarme. Chi aveva titolo è stato accolto in altre strutture: con l'assessorato alle Politiche Sociali è stato fatto un grande lavoro in questo senso".

Torino Bellissima: "Fallimento dell'Amministrazione"

"Ci chiediamo come sia possibile che il Comune di Torino che non ha un piano casa adeguato ad affrontare l’emergenza dei senza fissa dimora - come segnalato dalla  stessa Comunità di Sant’Egidio - oggi possa chiudere il dormitorio di Via Traves. Ci troviamo di fronte al fallimento dell'amministrazione comunale sulla gestione dei senzatetto, di coloro che sono senza opportunità, dei più bisognosi", attaccano Paolo Damilano e Pierlucio Firrao di Torino Bellissima. "Costoro, come abbiamo denunciato a più riprese, sono spesso vittime di racket e di sfruttamenti che non sono da consentire in una città come Torino che ha nell’accoglienza un tratto distintivo del suo DNA".

Cinzia Gatti

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