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Cultura e spettacoli | 13 aprile 2023, 13:04

Dalla balaustra di Palazzo Madama, le visite all’unico cantiere verticale accessibile d’Italia [FOTO]

Dal 22 aprile, il pubblico potrà visitare i lavori di restauro in corso fino alla primavera 2024 e alla fine godere della vista sulla città da un’altezza di 28 metri

Dalla balaustra di Palazzo Madama, le visite all’unico cantiere verticale accessibile d’Italia [FOTO]

A partire dal 22 aprile la balaustra e la facciata di Palazzo Madama, sono aperte alle visite gratuite ai lavori di restauro in corso. I visitatori potranno risalire i vari piani esterni attraverso un montacarichi e i ponteggi usati dagli addetti ai lavori e infine godere della vista panoramica sulla città a 28 metri d’altezza.

Un’esperienza aperta e accessibile a tutti proprio grazie all’unico cantiere verticale adatto anche ai diversamente abili che è inoltre il cantiere di restauro artistico più grande d’Italia. 

Un intervento da 2,4 milioni di euro stanziati dalla Fondazione Crt iniziato con le quattro statue del Buon Governo di Giovanni Baratta a inizio estate 2022. Statue che sono state trasportate in volo a terra per il restauro ormai terminato e attendono di essere ricollocate.

La visita

I visitatori potranno osservare gli interventi in corso per il restauro delle decorazioni in marmo e il consolidamento strutturale della trabeazione, con l’inserimento delle strutture in acciaio, in fase di montaggio nelle tre “camere cieche” ricavate da Juvarra durante la costruzione, all’interno del cornicione.

A un livello intermedio, dietro al grande telone che ricopre i ponteggi, sarà possibile ammirare i grandi capitelli delle colonne che decorano il corpo centrale della facciata: qui, a tu per tu con il gigantismo della monumentale architettura barocca, saranno visibili le fasi di restauro delle colonne, con gli artigiani scalpellini che stanno ponendo in opera i tasselli in marmo sui fusti delle colonne e nel fregio dell’architrave. I restauratori illustreranno i procedimenti adottati per risanare il deterioramento dei marmi e “ricucire” le lesioni, i danni di guerra e il degrado che aveva intaccato cornici, sculture e ornamenti. 

Le visite saranno organizzate una volta al mese fino al mese, i posti sono limitati e su prenotazione, nell’arco della giornata potranno salire ad ammirare i lavori e il panorama fino a 96 persone. 

I lavori 

I lavori appunto prevederanno a maggio 2023 l’apertura del secondo lotto di intervento sulle due facciate laterali (1 milione e 800 mila euro, ndr), ma nel complesso si prevede di concludere tutto entro la primavera 2024. 

Dopo il restauro delle quattro monumentali statue allegoriche della Giustizia, della Liberalità, della Magnanimità e dell’Abbondanza che saranno collocate sulla balaustra del corpo centrale di Palazzo Madama (160 mila euro di interventi, ndr), si sta ora procedendo al restauro della facciata juvarriana di Palazzo Madama, su progetto affidato allo Studio Arch. Gritella & Associati.Un lavoro iniziato a marzo 2022 e ha raggiunto circa il 50% di avanzamento.

Una squadra di restauratori e tecnici specializzati si sta occupando del restauro e dell’integrazione dei tasselli di marmo sulle diverse parti della facciata: circa 180 pezzi di differente forma e dimensione, lavorati a incastro e debitamente sagomati sul posto, tutti ricavati da blocchi di recupero dello stesso materiale, provenienti dalle antiche cave di Chianocco in bassa Valle di Susa.

In questo scenario si svolgeranno due nuovi interventi. Una maggiore complessità delle lavorazioni è prevista per il restauro e il risanamento dei capitelli delle colonne principali, che hanno rivelato il profondo degrado delle sculture. E la struttura della fodera in pietra dei tre grandi pilastri del piano terra ha rivelato dei cedimenti più o meno concentrati in corrispondenza dell’architrave dei tre balconi del piano nobile, lesioni e scagliature dei blocchi in pietra oggi occultati al di sotto degli scialbi e degli intonaci novecenteschi a base di malte cementizie. 

La Soprintendenza, infine, guidata dall’architetto Lisa Accurti, mira poi a risolvere anche le problematiche del solaio in calcestruzzo armato, costruito negli anni 1947-48 al di sopra della volta juvarriana dello scalone. Circa 500 metri quadrati di travi in cemento che sorreggono una copertura piana inclinata, in sostituzione del tetto settecentesco a falde in coppi su travi lignee, andato distrutto da un bombardamento nel 1943. Obiettivo è sostituire il solaio con una struttura reticolare in acciaio che, in futuro, potrebbe divenire anche praticabile per un utilizzo pubblico. In tale senso è già stato presentato un progetto definitivo per il quale sono in corso le valutazioni tecnico economiche di fattibilità e il reperimento dei fondi necessari, nell’ipotesi di attuare l’opera nell’ambito delle tempistiche previste per il II lotto di lavori.

Per info: prenotazioniftm@arteintorino.com

Chiara Gallo

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