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Eventi | 13 aprile 2023, 07:51

Mattéo e Francesca danzano nella Materia Oscura: sul palco dell'Astra arriva "Principia" [VIDEO]

La consulenza di un prof della Normale per uno spettacolo che ci porta tra le stelle grazie ai passi di Fred Astaire e Ginger Rogers. L'ideatore Alessio Maria Romano: "Così ho scoperto che anche la scienza può essere poetica"

Mattéo e Francesca danzano nella Materia Oscura: sul palco dell'Astra arriva "Principia" [VIDEO]

Il legame tra l'essere umano e l'universo è al centro della poetica danza di Mattéo e Francesca, i due danzatori protagonisti di "Principia", in scena al Teatro Astra da martedì 18 a domenica 23 aprile in prima nazionale.

L'idea è del Leone d'argento alla Biennale di Venezia 2020 Alessio Maria Romano, che ha raccolto la sfida che gli ha lanciato il direttore del TPE Andrea De Rosa: portare sul palcoscenico uno spettacolo di danza sul tema dell'Universo, da inserire nel cartellone della stagione "Buchi Neri".

La drammaturgia, scritta a 4 mani con Linda Dalisi, si è avvalsa della consulenza scientifica di un docente della Normale di Pisa, il professor Enrico Trincherini, "che - racconta Romano - ci ha tenuto vere e proprie lezioni, a cui sono seguite due visite al planetario di Torino InfiniTo che sono state per noi molto formative".

Spiega Romano: "Siamo partiti dall'idea di indagare sulla materia oscura, cercando di svilupparla in modo poetico. La materia oscura è ovunque, interconnette l'universo e tiene insieme le galassie. Una presenza importante e misteriosa". La scelta del titolo, "Principia", è un omaggio a Isaac Newton, un richiamo al testo dove vennero enunciate le leggi della dinamica e la legge di gravitazione universale. "Ma non solo: il nome 'principia' ha un significato particolare anche per me, per la mia storia personale. Questo è infatti per me un nuovo inizio e allo stesso tempo un ritorno alle miei origini: Torino, ma anche la danza di coppia".

A muoversi nello spazio scenico (firmato dallo scenografo Giuseppe Stellato), Mattéo Trutat e Francesca Linnea Ugolini, i cui movimenti sono ispirati ai balletti di Fred Astaire e Ginger Rogers, in un gioco di attrazione e repulsione. "Non si tratta di una danza di coppia, ma di due danzatori singoli che sembrano indipendenti l'uno dall'altro ma che alla fine sapranno trovarsi e fondersi, quasi confondersi. In questo la scelta di questi due danzatori è stata sicuramente azzeccata".

Il testo di Linda Dalisi è invece fatto di parole. "L'idea era di unire i due linguaggi, le parole e la danza, ma poi ci siamo resi conto che troppe parole sarebbero state inutili: bisognava far parlare i corpi. E allora il testo è di accompagnamento, le parole sono una presenza necessaria ma non fisica", tanto che l'attrice che le interpreta, Marta Pizzigallo, non è presente in scena (le ha registrate). La sua voce però sarà ovunque, nel prologo e nell'epilogo, ma sparirà nella parte centrale per non contaminare la danza.

"Sono particolarmente legato a questo progetto - conclude Romano - per almeno due motivi. Il primo è che tutti i miei collaboratori sono stati coinvolti direttamente: hanno visto in anteprima la coreografia e da lì hanno espresso le loro idee, portandomi ognuno un suo mondo, una sua visione. E' stato dunque un lavoro di gruppo, condiviso, ed è una bellissima novità. Il secondo motivo è che mi ha fatto scoprire un aspetto della scienza che non avevo mai considerato: quello artistico-performativo. Io abituato a lavorare con la poesia, l'arte, la letteratura ho potuto toccare con mano quanto di artistico c'è nella scienza e le potenzialità che può offrire".

Daniele Angi

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