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Attualità | 17 novembre 2023, 09:53

Studenti in piazza contro Israele e il governo Meloni: "Fermiamo Valditara". Scontri in via Roma [VIDEO e FOTO]

Il corteo partito da piazza XVIII Dicembre. Dato alle fiamme il cartello elettorale di Maurizio Marrone, imbrattati due cartelloni con le facce di Meloni e Netanyahu. Dopo un inizio tranquillo, disordini in via Roma. Sul finire della manifestazione bruciata bandiera di Israele

protesta studenti

Studenti in piazza contro Israele e il governo Meloni

Studenti in piazza per contestare le ultime riforme del governo Meloni, ma anche per contestare Israele sul conflitto palestinese.

I manifestanti hanno sfilato contro le manovre scolastiche realizzate dal ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara, in particolare la riforma del voto di condotta e degli istituti tecnici e professionali. 

Un altro tema nel corteo è il conflitto palestinese. I manifestanti si sono schierati dalla parte di Gaza, come si può leggere dallo striscione in prima fila "Riforma Valditara-genocidio in Palestina. Studenti contro il governo!"

 "il governo italiano nega la brutalità di questa guerra che prevede orizzonti sempre più tragici–ha dichiarato Caterina Mansueto, il presidente della consulta degli studenti di Torino– Non ci parlano degli ospedali, dei giornalisti e dei civili nel mirino delle azioni israeliane". 

"Siamo contro questo governo e non siamo qui per fare delle richieste ma per ribadire che questa classe dirigente non è dalla parte di studenti e lavoratori–Ha commentato Massimiliano di Sinistra Classe e Rivoluzione–la riforma Valditara va nella direzione dell'aziendalizzazione della scuola". 

Bruciato il cartello elettorale di Maurizio Marrone

Il corteo è passato per corso Bolzano fermandosi vicino al grattacielo San Paolo presidiato dal cordone della polizia. Gli studenti hanno sfilato per corso Vittorio Emanuele II, hanno poi raggiunto uno dei cartelli elettorali dell'assessore Maurizio Marrone per poi dargli fuco "Maurizio Marrone non sei il benvenuto". 

Alla protesta anche i lavoratori CUB Scuola Università e Ricerca di Torino

Dalle 10 si sono uniti alla protesta i lavoratori organizzati da CUB Scuola Università e Ricerca di Torino, che si sono riuniti in presidio sotto la sede dell'Ufficio Scolastico Regionale in corso Vittorio Emanuele 70. Il gruppo di docenti, educatori, collaboratori scolastici e personale amministrativo e tecnico hanno scioperato contro i tagli al sistema scolastico - ma anche sanitario e del welfare - e contro i finanziamenti militari.

"L'istruzione pubblica è sotto attacco ancora di più con questo Governo - ha commentato Giulia Bertelli, segretaria provinciale CUB Scuola Torino - in quanto è allarmante la dotazione economica inserita nella legge di bilancio per tutto il welfare. Riteniamo grave il nuovo contratto - in realtà vecchio - che ci rende tutti più poveri e con meno diritti, i dimensionamenti volti al risparmio, la diminuzione di organico nei CPIA e la riforma dei professionali. Vogliamo più risorse per scuola, sanità e welfare rispetto all'acquisto di migliaia di armi"

Imbrattati due cartelloni con le facce di Meloni e Netanyahu

Il corteo si è fermato a metà di corso Vittorio per sporcare due cartelloni con le facce del presidente del consiglio Giorgia Meloni e del primo ministro israeliano Netanyahu.

Attimi di tensione, verso le 11.30, in via dell'Arsenale dove gli studenti da alcuni minuti si trovano faccia a faccia con il cordone della polizia.

Ore 11.45 Continua il faccia a faccia con la polizia in via XX Settembre, il corteo vuole andare in piazza Castello ma le forze dell'ordine hanno sbarrato la strada. E poco dopo ecco iniziare i primi scontri in via Roma.

Ore 12.10 Il corteo ora sta scendendo nei parcheggi sotterranei di piazza Carlo Felice al grido di "dobbiamo arrivare in piazza Castello".

Ore 12.25 Parte del corteo è riuscita a entrare in via XX Settembre, percorrendola fino ad arrivare in piazza Castello dove ora si sono radunati con i sindacati. Dopo piazza Castello l'obiettivo sembra diventato arrivare in Municipio. Alcune uova sono state lanciate contro la sede dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte.

Ore 12.45 Dopo aver raggiunto il Municipio, il corteo ha percorso via Garibaldi ritornando in piazza Castello, dove è stata bruciata una bandiera di Israele.

Ore 13.10 La manifestazione sta andando verso la conclusione, anche se gruppi di studenti si sono seduti in piazza Castello per continuare la loro protesta.

Poco prima delle 13.30 tutto si è concluso senza ulteriori disordini.

"I roghi in piazza dei centri sociali non ci hanno mai intimidito quando eravamo forza di opposizione, non lo fanno ora che stiamo realizzando al governo del Piemonte e della Nazione le conquiste sociali richieste dagli Italiani che ci hanno votato, da Scelta Sociale a Vita Nascente. Non ci faremo intimidire mai. Avanti senza paura", ha dichiarato l'assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte Maurizio Marrone.

"Vergognosi tentativi che certificano l’incapacità e la pochezza di certi presunti studenti che approfittano del diritto a manifestare per mettere a soqquadro una città e a rischio l’attività di chi giornalmente lavora con serietà per la sicurezza dei cittadini", ha aggiunto l'assessora Elena Chiorino.

"Gesto inqualificabile. Io rispetto le idee di tutte, anche le più lontane. Non accetto che qualcuno bruci un manifesto, una bandiera o blocchi una strada. La nostra Costituzione permette di esprimere qualunque opinione, ma se lo si fa fuori dalla legge tutto cade", ha detto il governatore Alberto Cirio a proposito degli incidenti.

Marco D'Agostino e Francesco Capuano

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