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Attualità | 15 dicembre 2023, 06:57

Emergenza abitativa, la Rete Antirazzista di Torino sollecita il Comune: presentata una proposta politica in 18 punti

Il gruppo, composto da decine di organizzazioni attive sul territorio in campo sociale e non, chiede all'amministrazione un intervento tempestivo per arginare il problema

Persona che appende uno striscione sugli sfratti

La Rete Militante e Antirazzista per l'Abitare di Torino ha presentato al Comune una proposta politica contro l'emergenza sfratti

Quello dell'emergenza abitativa è uno dei problemi che si sta facendo maggiormente sentire negli ultimi anni, soprattutto a causa delle difficoltà economiche acuite dal Covid e dalle guerre. Proprio per questo, la Rete Militante e Antirazzista per l'Abitare di Torino ha presentato al Comune una proposta politica;  il gruppo è composto da decine di organizzazioni attive sul territorio in campo sociale e non, i promotori del documento sono Associazione Frantz Fanon, Associazione Arteria, Associazione Almaterra Circolo Arci Magazzino sul Po e Volere la Luna.

Il peggioramento dell'emergenza abitativa

L'obiettivo è quello di sollecitare l'amministrazione stimolando un intervento tempestivo per cercare di risolvere la problematica. Per farlo, gli attivisti divulgano alcuni dati: "Nel 2022 - sottolineano - l'emergenza abitativa, già strutturale a Torino, è peggiorata del 233,05%, con 180 sfratti per finita locazione e addirittura 1887 per morosità: il 90% di queste ultime sono 'incolpevoli', ciò dimostra che il disagio abitativo va inserito nel quadro generale dell’aumento di disuguaglianze, povertà e lavoro povero, fotografato dai rapporti annuali pubblicati recentemente da Istat e Inps".

Discriminazioni e sfruttamento

Dietro un quadro già particolarmente critico, inoltre, si nascondono spesso altre insidie come la discriminazione e lo sfruttamento: "Negli ultimi anni - proseguono - stiamo assistendo ad un aumento degli episodi di razzismo nei confronti delle persone straniere, che spesso si vedono negare un affitto anche se sono in possesso di un buon contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’aumento dello sfruttamento e del caporalato abitativo su chi diventa vulnerabile perché ha sempre meno possibilità di far valere i propri diritti nell’ambito della legalità".

La proposta politica

La proposta politica inoltrata al Comune si articola in 18 punti, si basa anche sulla stima che vede la presenza di circa 50mila alloggi vuoti e vuole agire sulle politiche abitative con l'obiettivo non solo di arginare l'emergenza ma anche di offrire la necessaria qualità dell'abitare:  tra le idee principali, ricordiamo quelle di monitorare e sanzionare le forme di discriminazione e sfruttamento, pianificare strategie di messa a disposizione di alloggi sfitti privati, pubblici e religiosi, verifica delle proprietà, contrastare il vuoto abitativo anche con l'esproprio, limitare le piattaforme di housing, sostenere economicamente chi ha intenzione di affittare a nuclei in difficoltà economica, calmierare gli affitti e potenziare gli strumenti di controllo e promuovere partnership pubblico-privato. Il testo completo è disponibile a questo link.

Marco Berton

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