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Attualità | 20 febbraio 2024, 19:38

Laurearsi in carcere, boom di studenti per l'Università di Torino: "Un modo per conoscere i diritti che abbiamo"

Unito organizza corsi all'interno del Lorusso Cutugno per garantire il diritto allo studio ai detenuti. Oggi al via il nuovo anno accademico e firmata la convenzione per il prossimo triennio

Laurearsi in carcere, boom di studenti per l'Università di Torino

Laurearsi in carcere, boom di studenti per l'Università di Torino

Il carcere di Torino troppo spesso finisce al centro delle cronache per drammi, episodi di violenza, problemi e criticità. Ma almeno per oggi la casa circondariale Lorusso Cutugno è protagonista di una buona notizia, con un bel progetto che prova a migliorare le condizioni delle persone private della libertà personale.

È infatti iniziato l'anno accademico del polo universitario per studenti detenuti, progetto che a partire dal 1998 ha permesso ai carcerati di ricevere formazione universitaria e conseguire una laurea grazie alla creazione del Polo Universitario carcerario. In precedenza, già negli anni '80 la Facoltà di Scienze Politiche si era attivata per permettere lo studio alle persone in carcere.

Oltre 120 gli studenti coinvolti

Sono 121 gli studenti e le studentesse che attualmente hanno intrapreso un percorso di studi con l'Università di Torino (triplicati negli ultimi tre anni), di cui 100 sono detenuti in vari istituti piemontesi (Torino, Ivrea, Saluzzo, Asti, Biella, Novara, Fossano) più quello di Roma e 2 in una REMS (gli ex ospedali psichiatrici giudiziari). In particolare, nel Lorusso Cutugno sono 59 gli studenti detenuti: in 25 si trovano in una sezione dedicata allo studio, in 20 in altre sezioni del carcere e in 14 fruiscono di misure alternative. Le studentesse sono soltanto 3, sulle circa 130 detenute del carcere di Torino.

 

Gli obiettivi di Marina e Mario

Marina è una di loro e frequenta Scienze Politiche e Sociali. "Siamo poche perché la sezione femminile era diversa da quella maschile, non è organizzata per gli studenti, ora speriamo di aumentare il numero - ha spiegato - Ci sono meno donne iscritte perché ci sono molte più detenute straniere che accedono a tutto il percorso di alfabetizzazione, poi le donne solitamente hanno pene più brevi. Per noi studiare significa poter capire, io posso riprendere a fare quello che facevo prima, quello che ho lasciato. Un modo di allontanarsi dalla vita di strada e pensare in modo diverso. In molti non sanno i diritti che hanno, molte cose non ci vengono dette e questo è un modo per conoscere. Non so quando potrò uscire ma spero di poter aiutare chi si trova nella mia stessa situazione".

Mario invece è tra i più giovani studenti e ha chiesto il trasferimento apposta dalla Sicilia per poter frequentare Scienze Motorie nel carcere di Torino. "L'anno scorso ho preso il diploma e l'educatrice mi ha presentato questa opportunità - ha raccontato - sono venuto da Siracusa perché sono sempre stato interessato agli studi di Scienze Motorie, anche se ho un lavoro con mio fratello non escludo di poter creare qualcosa che ha a che fare con lo sport. Anche se ho la famiglia giù ho fatto questa scelta per un motivo di riscatto, voglio dimostrare a me stesso che sono in grado di fare altre cose. Faccio lezione tre volte a settimana e dalla prossima dovrebbero diventare cinque, da due settimane ho cominciato a lavorare qui, faccio l'imbianchino, ma il tempo non manca, ci teniamo impegnati. Alcuni hanno ottenuto borse lavoro o la semilibertà e hanno continuato a frequentare fuori".

Come ha detto anche nel suo intervento durante l'inaugurazione dell'anno accademico, Mario e gli altri studenti chiedono però alcuni miglioramenti. "Tra i desideri - ha continuato - c'è la possibilità di organizzare gli open days per confrontarci di più e presentare noi stessi studenti la nostra esperienza. Speriamo anche che si ritorni a fare entrare più persone qui dentro come altri studenti o fare seminari, per momenti di scambi, per conoscere e farci conoscere, condividere pensieri e progetti".

22 corsi di laurea, di cui 8 magistrali

I corsi di laurea frequentati sono 22, di cui 8 magistrali. La maggior parte degli iscritti si hanno nei corsi di Diritto per le imprese e le istituzioni, Scienze politiche e sociali e Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS). A rendere possibile il Polo carcerario è una convenzione tra l'Università di Torino, la Casa Circondariale e l'Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo che fornisce i pagamenti delle tasse, la fornitura dei libri e del materiale didattico e tre tutor.

Oggi, insieme all'inaugurazione del nuovo anno accademico, le parti hanno firmato la convenzione per il triennio 2024-2026 affinché il progetto continui nelle carceri di Torino e tutto il Piemonte.

Francesco Capuano

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