Cronaca | 28 febbraio 2024, 13:02

Crollo gru in via Genova, rinviati a giudizio i 5 imputati. Alle famiglie delle vittime 1,5 milioni di euro

I parenti dei tre operai morti hanno revocato la costituzione di parte civile a seguito del raggiungimento di un accordo economico. Il processo parte a dicembre

Crollo gru in via Genova, rinviati a giudizio i 5 imputati. Processo al via a dicembre

Crollo gru in via Genova, rinviati a giudizio i 5 imputati. Processo al via a dicembre

Sono stati rinviati tutti a giudizio i cinque imputati accusati di omicidio colposo per il crollo della gru verificatosi il 18 dicembre 2021 in via Genova. Un incidente gravissimo che costò la vita a tre operai: Filippo Falotico, 20 anni, Roberto Peretto, 52 anni e Marco Pozzetti, 54 anni.

Processo al via il 4 dicembre

Il processo avrà inizio il 4 dicembre prossimo. I familiari delle vittime hanno revocato la costituzione di parte civile a seguito del raggiungimento di un accordo di risarcimento. In tutto, riceveranno 1,5 milioni di euro.

Rimangono costituiti come parte civile la persona colpita dalla gru mentre era in auto, l'associazione Sicurezza e Lavoro, i sindacati edili Fenealuil e Fillea e il Comune di Torino. Nell'udienza di oggi, inoltre, è stata ammessa come parte civile l'Inail.

"Fuoviante – secondo il pm Giorgio Nicolala tesi del 'nolo a caldo' sostenuta dalla difesa di Calabrese. È la stessa architetta Roberta Iandolino a indicare nel Psc (Piano di Sicurezza e Coordinamento) come esecutrice la ditta Calabrese", ha ricordato il pubblico ministero. "Calabrese aveva un profilo organizzativo nei confronti del manovratore Mirzad Svraka (anch'egli imputato, ndr)", ha ribadito.

Per Enrico CalabreseFederico FiammengoRoberta IandolinoStefano Sprocatti e Mirzad Svraka è arrivato il rinvio a giudizio con le accuse di disastro, lesioni personali colpose e omicidio colposo, con l’aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e in cooperazione colposa tra loro.

Quirico: "Quasi un atto dovuto"

"Era quasi un atto dovuto - ha commentato al termine dell’udienza Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro - data la gravità dei comportamenti degli imputati e la complessità dei temi. Ci aspettiamo una rapida giustizia".

"Ora ci aspettiamo si faccia piena giustizia - ha aggiunto Claudio Papa, Fenealuil - e che vengano accertate tutte le responsabilità: è un dovere per tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno si guadagnano il salario nei cantieri edili, a volte a rischio della propria vita".

In occasione dell’udienza una dozzina di rappresentanti del Coordinamento 12 ottobre hanno volantinato di fronte al tribunale torinese per esprimere solidarietà ai familiari delle vittime.

redazione

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