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Cultura e spettacoli | 05 marzo 2024, 07:07

Rokhaya Diallo a Torino: "Quando mi sono sentita discriminata? Spesso, anche durante un processo"

La regista e giornalista francese per la prima volta in città per presentare il suo film Les Parisiennes démystifiées, per la rassegna Sguardi d'Altrove: "Il cinema fondamentale per contrastare il razzismo"

Donna che scrive a un tavolo

La rassegna Sguardi d’altrove 2024 si aprirà con la giornalista e scrittrice, Rokhaya Diallo

La rassegna Sguardi d’altrove 2024 si aprirà con la giornalista e scrittrice, Rokhaya Diallo. La regista francese sarà ospite per la prima volta a Torino e sarà questa sera, al Cinema Fratelli Marx, alle ore 21.15, per l’apertura della terza edizione della rassegna organizzata da AIACE Torino in collaborazione con Slow Cinema e con il sostegno della Regione Piemonte.

Il ciclo di proiezioni, curato da Daniela Ricci, presenterà nel suo primo appuntamento La Parisienne démystifiée, il più recente lavoro di una delle più importanti esponenti di spicco del nuovo attivismo per l'uguaglianza razziale e di genere.

Chi sono Les Parisiennes démystifiées di cui parla il film?

“Per me le Parisiennes sono le donne che possiamo incontrare a Parigi per le strade, nei trasporti, al lavoro: una pluralità di donne che sono sotto-rappresentate e ignorate nella rappresentazione classica della parigina tipo. Nel mio film, sono le parigine dai profili molteplici, con origini diverse, che svolgono attività diverse, non per forza bianche, filiformi, borghesi, eterosessuali e sexy nel senso comune del termine. Insieme mostrano quanto la Francia sia un paese ricco della sua diversità”.  

Quando è stata l’ultima volta che è stata vittima di discriminazione?

“È una bella domanda, mi capita spesso, anche nel mio lavoro. Recentemente sono stata coinvolta in un processo; una persona sui social aveva scritto contro di me, si era veramente accanito contro di me, e quindi l’avevo definito come un molestatore. Lui mi ha fatto causa. Sono stata rilasciata, ma durante il processo l’avvocato mi ha confuso con altre scrittrici nere. E questo è successo in Tribunale durante un processo contro di me, era abbastanza facile capire che non ero io. L’avvocato tuttavia mi ha confuso con un’altra scrittrice nera in un processo contro di me. Mi è successo anche nel corso di una trasmissione televisiva: una politica di estrema destra si è rivolta a me come se anch’io fossi una politica, evidentemente mi ha confuso con un’altra donna nera che non ero io”.

Qual è la situazione in Francia e a Parigi? In quale modo il razzismo persiste? Mentre secondo lei, qual è il livello di integrazione nelle altre città europee multietniche come Torino rispetto a città come Parigi?

“Le prime volte che sono venuta in Italia, anni fa, ho sentito di più lo sguardo su di me, mentre a Parigi sento che c’è relativamente più indifferenza. Possiamo dire che forse a Parigi questo sguardo non c’è, non ci si stupisce più di vedere una persona nera. Tuttavia, anche fuori Parigi, in altre città francesi, sento ancora un certo sguardo su di me. Rimane il fatto che la Francia, anche rispetto ad altre città in Europa è tra i Paesi più diversi, dove ci sono più neri, più musulmani, più ebrei, più persone dell’Asia dell’est sud-est asiatico, ed è un aspetto abbastanza rilevante. Non posso paragonarla a Torino, ma posso constatare che delle domande che in Francia ci poniamo da qualche decennio sono emerse solo in anni più recenti in Italia. A Parigi c’è una specie di normalizzazione delle persone che provengono da gruppi minoritari, allo stesso tempo sta salendo l’ideologia dell’estrema destra nel discorso pubblico. È molto complicato perché oggi in Francia quando accendiamo la televisione percepiamo proprio un’ostilità crescente, per esempio contro i musulmani ed è qualcosa di molto importante nel discorso pubblico”.

Quale può essere il ruolo del cinema e della cultura in generale in questa lotta contro il razzismo e la discriminazione?

“Il cinema, la cultura, la creazione artistica giocano un ruolo estremamente importante nella costruzione delle rappresentazioni pubbliche. Hanno un’influenza enorme sulla percezione delle realtà da parte del pubblico. Se rendiamo normale al cinema e alla televisione la presenza delle persone non bianche e se queste persone possono prendere la parola, esprimersi direttamente, ciò contribuirà a rendere più normale questo aspetto per la popolazione - conclude la regista -. Al contrario, se moltiplichiamo i discorsi ostili e razzisti, può avere davvero un’influenza molto negativa sulla popolazione. Il cinema ha un ruolo di precursore. È importante che registe e dei registi di ogni origine possano portare con le loro creazioni uno sguardo franco sulla società francese”. 

Chiara Gallo

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