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Economia e lavoro | 16 aprile 2024, 13:52

Mirafiori, ancora uno stop: freno a mano per 500bev e Maserati fino al 6 maggio

Coinvolti circa duemila lavoratori: il provvedimento si aggiunge alla cassa integrazione già in atto e ai contratti di solidarietà per gli operai del Tridente

protesta dei sindacati in piazza per Mirafiori

Nuova fermata per Mirafiori, sia sulla linea Maserati che sulla 500Bev

Mirafiori frena ancora. Non solo con Maserati, ma pure con la 500Bev, che proprio non riesce a riprendere lo sprint con cui, negli anni passati, era stata la locomotiva dello storico stabilimento Stellantis.

Dal 22 aprile al 6 maggio

A comunicarlo, questa mattina, proprio l'azienda. Un provvedimento che dovrebbe coinvolgere poco meno di duemila persone. E che va da lunedì 22 aprile fino a lunedì 6 maggio compreso. Lo stop collettivo arriva dopo la già dichiarata cassa integrazione che interessa i lavoratori della 500Bev e il contratto di solidarietà già in atto fino a dicembre per i lavoratori interessati sulla linea produttiva della Maserati.

Allarme vero, non allarmismo

Questa nuova doccia fredda per tutti i lavoratori del sito produttivo di Mirafiori, dimostra come la nostra manifestazione unitaria di venerdì 12 aprile fosse un reale grido d’allarme e non un allarmismo - commenta Sara Rinaudo, segretario territoriale Fismic Confsal -. Purtroppo, Mirafiori verte in una situazione di stallo costante e di incertezza che sempre di più colpisce tutti i lavoratori. Serve subito, senza più prendere tempo con annunci che rimangono vaghi e nell’etere, un nuovo modello per salvare il sito. Come già affermato, deve essere allocata immediatamente all’interno di Mirafiori l’intera gamma della 500”.

Futuro segnato, senza nuovi modelli

"L'annuncio di oggi evidenzia quanto denunciamo da tempo: serve un nuovo modello per Mirafiori, altrimenti il futuro dello stabilimento sarà segnato", aggiunge Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino. "Da Tavares e dal Governo ci aspettiamo risposte concrete - prosegue Paone -. L'azienda nel complesso ha confermato le missioni produttive già assegnate a Mirafiori, ma non parla di nuovi modelli, che per noi sono di vitale importanza per la sopravvivenza stessa dello stabilimento".

Serve una trattativa a Palazzo Chigi

"Abbiamo proprio fatto bene a fare lo sciopero il 12 aprile con la grande manifestazione che ha visto migliaia di partecipanti scendere in piazza per il rilancio di Mirafiori - concordano Edi Lazzi, segretario generale della Fiom Cgil Torino e Gianni Mannori, responsabile di Mirafiori per la Fiom -. Questa ennesima richiesta di cassa dimostra fattivamente che abbiamo ragione come sindacati a richiedere nuovi modelli da produrre e che senza di essi l’unica cosa certa è il continuo utilizzo degli ammortizzatori sociali. Purtroppo Tavares l’altro giorno non ha detto nulla sulle nuove produzioni. Ecco perché è necessario aprire una vera trattativa a palazzo Chigi con il governo, Stellantis e i sindacati che metta al centro Mirafiori, ma che parli anche degli altri stabilimenti italiani, pena la perdita dell’auto nel nostro Paese".

Incentivi non sono unica panacea

"L'azienda attende gli incentivi, non ancora disponibili, come la panacea a tutti i mali ma non è così in quanto, così come rivendichiamo da tempo, sono necessarie soluzioni industriali che si affianchino alle attuali produzioni. L'azienda lavori sull'anticipo delle produzioni Maserati e sull'assegnazione di produzioni ibride che garantiscano maggiori segmenti di mercato", dice Rocco Cutrí, segretario generale FIM-CISL Torino.

 

Massimiliano Sciullo

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