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Cultura e spettacoli | 17 aprile 2024, 20:48

Guglielmo Scilla al Lovers Film Festival: "Torino una città che amo, in cui si respira l'Europa" [INTERVISTA]

Il content creator invitato da Vladimir Luxuria alla kermesse: "Ho fatto in modo di esserci perché per me il cinema è stato fondamentale"

Guglielmo Scilla al Lovers Film Festival: "Torino una città che amo, in cui si respira l'Europa" [INTERVISTA]

Guglielmo Scilla è tra gli ospiti della 39° edizione del Lovers Film Festival che si sta svolgendo in questi giorni al Cinema Massimo: “È la prima volta che vengo al Festival, ma torno a Torino sempre con enorme piacere. È una delle città che io amo di più in Italia. Fosse un’alternativa vivrei qua”. 

Il content creator, diventato famoso sul web con lo pseudonimo di Willwoosh, ha presentato la proiezione di Rileyin sala Cabiria. Dalla passione per il cinema a quella per il vitello tonnato, Scilla ha raccontato al nostro giornale un po' di sé e del suo rapporto con la città di Torino. 

 

Come sei stato coinvolto nel Lovers? 
“In maniera fortuita - spiega - ero in un supermercato proprio a Torino, dove vive un mio caro amico, mi è arrivato un messaggio da Vladimir che mi chiedeva di venire e ne sono stato molto contento. Ho fatto in modo che si potesse fare, perché per me il cinema e il cinema queer in particolare, è stato fondamentale in alcuni momenti della mia vita. Davvero un onore essere qui”.

Quest’anno il festival è dedicato alla memoria di Sandra Milo, qual è il ricordo che hai di lei? 

“L’ho sempre vissuta attraverso quello che le ha permesso di essere se stessa. Per me è libertà di essere se stessi.”

Parlando proprio di libertà di essere se stessi, il festival celebra l’amore e combatte la discriminazione, in passato ti è capitato di subire discriminazioni?

“Penso che tutti quanti subiscano discriminazioni. La differenza sta nel fatto che alcune persone imparano, altre cercano altre di discriminare gli altri a loro volta. È un meccanismo di difesa che permette di galleggiare, buttando giù altri. Ho subito discriminazioni nella mia vita, a scuola, per il mio orientamento sessuale, ed è paralizzante perché spesso non hai gli strumenti per affrontare tutto questo. Il mio augurio è di trasformare gli attacchi in modo che facciano meno male. Perché a volte queste paure diventano conseguenze che vanno a limitare i diritti. Quando cominciamo a distruggere i pareri degli altri, ecco, è lì che dobbiamo avere paura”. 

Le generazioni più giovani, secondo te hanno abbattuto il muro della discriminazione? 
Stiamo facendo passi avanti. Sicuramente le nuove generazioni anche solo per gli stimoli che hanno dall’esterno. Hanno la possibilità di accettare culture e informazioni diverse, cosa che noi ci siamo dovuti forse cercare di più. Poi tutto è legato alle persone e ai contesti famigliari, certo". 

Qual è il tuo rapporto con la città di Torino? È una città che sta al passo con i diritti di genere?

“Ho sempre trovato Torino una città universitaria, giovane e puntuale quando si tratta di affrontare temi contemporanei. È una città multiculturale e aperta a tutta l’Italia, per non parlare della sua bellezza architettonica. Sono rimasto sconvolto ogni volta che ho visto qualcosa di bello e di speciale. Adoro respirare l’Europa e Torino te lo consente tanto. Ha proprio questa magia. E poi la cucina, è commovente. Dalla carne al vitello tonnato, fino ai vini”.  

Qual è il tuo augurio per il Lovers?
“Intanto che siano i primi 39 anni e poi vorrei che fosse di ispirazione. Perché le storie sono visibilità, essere visti a volte è tutto ciò che vogliamo. Quando ero piccolo pensavo che l’omosessualità si fosse estinta con i greci. Già avevo dentro di me una sorta di confusione, ma nessuno che mi permettesse di comprenderla e di vedermi attraverso le storie degli altri. Me le sono dovuto cercare quelle storie, ad esempio con film come Shortbus, Quasi Niente e Krampack. Ecco, vorrei che continuasse a ispirare queste storie.”

 

 

Chiara Gallo

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