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Economia e lavoro | 22 aprile 2024, 07:00

La conferenza di pace proposta dalla Svizzera non funzionerà senza Mosca

Qualche giorno fa il governo svizzero ha lanciato la sua proposta di conferenza di pace sull’Ucraina che si terrà a giugno

La conferenza di pace proposta dalla Svizzera non funzionerà senza Mosca

Qualche giorno fa il governo svizzero ha lanciato la sua proposta di conferenza di pace sull’Ucraina, che si terrà a giugno. A chiedere la mediazione di Berna era stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nella speranza di riuscire a ottenere il consenso internazionale senza la partecipazione della Russia. Per questo motivo, il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis sta invitando il maggior numero possibile di Paesi, finora cento. Soltanto con molti Stati partecipanti e soprattutto intervenendo anche India e Cina, la conferenza avrà il peso necessario per impostare negoziati di pace. E solo così la Russia forse si adeguerà e si unirà al percorso delle trattative. Come riporta il sito Strumenti Politici, la presidente svizzera Viola Amherd ha voluto specificare che si tratta comunque di un primo passo e che le decisioni e le firme sono rimandate a un vertice successivo. Inoltre ha detto che il successo del summit non è garantito né che un accordo si possa ottenere subito, posto comunque che organizzare un evento del genere è preferibile all’inazione. Purtroppo il Cremlino non vede la Svizzera come Paese neutrale degno di fare da mediatore, perché ha aderito al fronte delle sanzioni anti-russe. Con tali premesse, Mosca considera la conferenza come un’occasione creata dai Democratici americani per la campagna elettorale di Biden. Il presidente americano vuole mostrare ai suoi cittadini che le decine di miliardi di dollari spesi per tenere in piedi l’Ucraina finanziariamente e militarmente non sono andate sprecate. Ma i contribuenti americani e i rispettivi rappresentanti al Congresso sono di diverso avviso. È un tema caldissimo della campagna elettorale USA. Anche Zelensky vuole giustificare la sua permanenza in carica, dal momento che ha annullato le elezioni previste in primavera.

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