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Economia e lavoro | 21 giugno 2024, 16:04

Mirafiori, tra 500 ibrida e Leapmotor: "Servono altri modelli, ma anche ricadute su lavoro e componentistica"

Uliano (Fim Cisl) torna sui temi più caldi del comparto automotive: "Bene una nuova vettura a Torino, ma ne servono ancora. Le auto cinesi non devono massacrare la filiera, ma portare benefici"

catena di montaggio mirafiori

Mirafiori resta alla finestra dopo l'annuncio della 500 ibrida

Nei giorni in cui procede la trattativa per il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, Mirafiori e le prospettive di Stellantis restano al centro dell'attenzione dei sindacati. Dopo la manifestazione unitaria della scorsa settimana davanti al Comune di Torino, se n'è parlato anche a margine del convegno della Fim Cisl sul tema dell'idrogeno.

Due i temi sotto i riflettori: la 500 ibrida da una parte e le sirene cinesi dall'altra. Come ha ribadito Fernando Uliano, segretario generale di Fim Cisl"Su Mirafiori ottenere una 500 ibrida era indispensabile per garantire la missione produttiva dello stabilimento, ovvero l'assemblaggio delle vetture, in un momento in cui Maserati soffre la contrazione dei volumi, mentre la 500 elettrica attende gli effetti degli incentivi che hanno portato nuove prenotazioni". "Un altro modello di largo consumo può dare respiro - prosegue -, ma non può bastare e continueremo a chiedere altri modelli. Per noi Torino è centrale".

Leapmotor? Ok, ma solo se porta lavoro

Si discute anche del futuro di Leapmotor, che sembra destinata a fare il suo ingresso in Italia. "Da parecchio tempo diciamo che l'allocazione delle produzioni Leapmotor è interessante se porta lavoro sul territorio - sottolinea Uliano -. Se è solo un cavallo di troia per portare auto cinesi nel Paese uccidendo la componentistica, non va bene. Deve avere un impatto sull'attività della filiera e sull'occupazione". 

Rinnovo del contratto: "Per ora distanze enormi"

In questi giorni, poi, prosegue anche il dibattito sul rinnovo del contratto nazionale metalmeccanico. "Le distanze sul contratto nazionale sono enormi, ci sono numerose difficoltà, a cominciare dal fronte salariale. Arriviamo da un contratto che ha dato risposte significative con aumenti di 310 euro mensili che hanno contrastato l'inflazione, ma ora la trattativa non è facile. Chiediamo 280 euro e loro hanno ribattuto con 130. Ma riguarda anche l'estensione della contrattazione di secondo livello, il welfare e la riduzione dell'orario di lavoro". "Siamo ai primi incontri - conclude - speriamo che questi primi incontri aiutino a sgrossare i temi per poi arrivare a un accordo nella seconda parte dell'anno".

Massimiliano Sciullo

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