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Cronaca | 17 giugno 2024, 18:06

Processo piazza San Carlo: dalla Cassazione appello bis per Appendino

L'ex sindaca: "Accetto decisione Cassazione ma non amarezza". Assolto in via definitiva Alberto Bonzano, all'epoca dei fatti dirigente della Questura

Arrivata anche la sentenza della Cassazione per i fatti di piazza San Carlo

Arrivata anche la sentenza della Cassazione per i fatti di piazza San Carlo

Nuovo processo di appello per Chiara Appendino. A deciderlo sono stati giudici della quarta sezione penale della Cassazione che, accogliendo la richiesta della procura generale, hanno annullato con rinvio la sentenza inflitta all’ex sindaca di Torino per ricalcolare la pena, riducendola, in relazione ai fatti di piazza San Carlo.

Chiara Appendino era stata condannata a 18 mesi. I supremi giudici hanno dichiarato irrevocabile la responsabilità penale per Appendino e Paolo Giordana, ex capo di gabinetto del comune. La vicenda riguarda i fatti del 3 giugno 2017 quando durante la proiezione su maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid si scatenò il panico fra la folla con un bilancio di 1.500 feriti e la morte di due donne. L’ex sindaca finì a processo per il suo ruolo di responsabilità come primo cittadino, per le accuse di omicidio, disastro e lesioni, tutti in forma colposa. 

"Ancora oggi, a oltre 7 anni di distanza, porto con me il dolore e l’angoscia per quella maledetta notte in cui quattro rapinatori armati di spray urticante scatenarono il panico in piazza - commenta su facebook l'ex sindaca -. Da allora non ho mai smesso di rivolgere i miei pensieri alle persone coinvolte e alle loro famiglie e credo che il dolore che provo non potrà mai scomparire. Per rispetto di chi quella sera ha perso la vita o è rimasto ferito, oltre che delle istituzioni che ho rappresentato e rappresento, mi sono sempre difesa nel processo e mai dal processo. E oggi accetto la decisione della Cassazione ma, nel contempo, non posso nascondervi un senso di amarezza. A iter giudiziario sostanzialmente concluso, penso di poter dire quello che penso, soprattutto per quanto riguarda la ripartizione delle responsabilità tra le istituzioni. Da questo processo emerge infatti che l’unico ente ritenuto responsabile per quegli incidenti è il Comune (e io in quanto Sindaca), mentre tutti gli altri soggetti istituzionali coinvolti a vario titolo nell’organizzazione e nella gestione della pubblica sicurezza, ovvero Questura e Prefettura, sono stati archiviati o assolti nei vari gradi di giudizio. È uno squilibrio che faccio fatica a comprendere ed accettare: il Comune e i Sindaci non possono continuare a essere il capro espiatorio di tutto, dalla pubblica sicurezza fino allo smog (per il quale, fra poche ore, dovrò affrontare un nuovo processo).

"La domanda che mi pongo è - aggiunge Appendino - chi, a fronte di questo precedente, sarà ancora disposto a mettersi a disposizione della sua comunità come primo cittadino?

Ciò che auspico è che su questo punto si possa avviare una sana riflessione fra tutte le forze politiche e il governo. Ad oggi, gli innumerevoli moniti di Anci e l’appello sottoscritto da migliaia di sindaci di ogni colore politico sono rimasti inascoltati".

I supremi giudici hanno inoltre disposto un nuovo processo di appello anche per Maurizio Montagnese, ex presidente di Turismo Torino. Assolto in via definitiva invece con la formula "per non avere commesso il fatto" Alberto Bonzano, all'epoca dei fatti dirigente della Questura.

E non si è fatto attendere anche il commento dei parlamentari, i consiglieri regionali e i coordinatori territoriali piemontesi del Movimento 5 Stelle: "La pronuncia di oggi della Corte di Cassazione, con il rigetto del ricorso presentato da Chiara Appendino contro la sentenza di condanna per la tragedia di Piazza San Carlo, lascia grande amarezza in tutti coloro che conoscono oneri e onori dell’amministrare, del far politica tra la gente e per la gente. Chiara, da sindaca di Torino prima e da parlamentare poi, ha sempre messo in primo piano il rispetto delle persone e lo ha fatto anche quando si è vista addossare le responsabilità di questa tragedia. A differenza di quanto abbiamo visto fare dagli esponenti della vecchia politica, Chiara si è sempre difesa nel processo e mai dal processo. E oggi accetta la decisione della Cassazione, che nel rigettare il suo ricorso stabilisce comunque che la pena dovrà essere diminuita. Spiace dover constatare che viene ritenuto responsabile di questa tragedia solo il Comune di Torino, e Chiara Appendino in quanto sindaca, mentre gli altri soggetti istituzionali coinvolti nell’organizzazione e nella gestione della pubblica sicurezza hanno ricevuto archiviazioni e assoluzioni. Serve una riflessione seria sulle norme che regolano le responsabilità dei sindaci, così come richiesto da migliaia di primi cittadini di ogni colore politico. Dopo una sentenza come questa, che addossa responsabilità enormi sulle spalle di un amministratore locale, risulterà difficile trovare persone disposte a candidarsi per governare un paese o una città. A Chiara vanno la nostra piena solidarietà e tutta la nostra vicinanza". 

redazione

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