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Cultura e spettacoli | 20 giugno 2024, 06:54

Teatri e teatrini in mostra Palazzo Madama: dipinti, disegni e fondali storici dalla collezione Mercedes Viale Ferrero

Fino al 9 settembre

Teatri e teatrini in mostra Palazzo Madama

Teatri e teatrini in mostra Palazzo Madama

Teatri e teatrini. Le arti della scena tra Sette e Ottocento in mostra a Palazzo Madama fino al 9 settembre. 

La mostra si apre con il dipinto di Giovanni Michele Graneri che ritrae l’interno del Teatro Regio di Torino nel 1752 durante la rappresentazione del Lucio Papirio, con gli attori cantanti e l’orchestra in primo piano. 

Esposti anche un nucleo di disegni di mano delle varie dinastie di scenografi che nei secoli sottoposero le loro invenzioni agli autori dei libretti e ai compositori, per poi passare alla realizzazione pratica degli apparati scenici. 

Dalle opere di Filippo Juvarra legate al teatro romano del cardinale Ottoboni e all’attività per il Teatro Regio di Torino, contenute nei primi due volumi di disegni dell’architetto messinese, ai bozzetti scenografici dei Galli da Bibiena, dei fratelli Bernardino, Fabrizio e Giuseppe Galliari, di Pietro Gonzaga e di Romolo Liverani, realizzati per i teatri di Torino, Milano e Parma dal 1750 a tutto il secolo successivo. Accanto ai disegni si potrà ammirare il ventaglio raffigurante il Teatro Regio e il Teatro Carignano con i palchi e i nomi degli occupanti nella stagione teatrale del 1780 – 1781.

La mostra è inoltre l’occasione per esporre per la prima volta una selezione di cinque fondali per teatri di marionette, i teatrini, dalla raccolta di quindici scenari giunti a Palazzo Madama nel 1984 grazie al legato di Mario Moretti, ingegnere e esperto d’arte, di musica e di teatro, che li rinvenne abbandonati in un deposito, li acquistò e da appassionato collezionista ne ricercò l’origine e le vicende. I quindici fondali, ancora montati sulle bacchette originali, provengono dal teatro detto di San Martiniano in Via San Francesco d’Assisi a Torino (sito presso la chiesa dei Santi Processo e Martiniano, oggi non più esistente), dove operava la compagnia Lupi - Franco. I soggetti raffigurati erano di attualità storico-politica e patriottici, in stretta relazione con gli ideali risorgimentali, e spesso riproducevano opere e balli rappresentati nei teatri veri e propri, talvolta con modifiche e revisioni critiche. Le scene erano realizzate dagli stessi pittori che operavano al Teatro Regio e al Carignano: tra gli altri, Giuseppe Bertoja, Giovanni Venere, Giuseppe Maria Morgari. Uno dei fondali viene presentato nel teatrino nel quale venivano montati e conservati i teli, provvisto di aste e pennacchi lignei.

Tutte le opere in mostra devono la loro sistemazione storica e bibliografica a Mercedes Viale Ferrero, venuta a mancare nel 2019. Studiosa torinese, figlia di Vittorio Viale, direttore del Museo Civico d’Arte Antica di Torino dal 1930 al 1965, nacque nel 1924 e quest'anno si celebra il centenario della sua nascita.  

La storia del teatro d'opera in musica  

Il teatro d’opera in musica ha esigenze spettacolari diverse, che variano a seconda dei tempi, degli ambienti, del pubblico e delle organizzazioni teatrali. Non sono solo i testi e le musiche a determinare il successo di un’opera: molto dipende dall’originalità delle scenografie e dalle macchine sceniche, dalla ricchezza dei costumi e delle decorazioni. Nel Settecento le mutazioni di scena, definite “comparse”, dovevano essere “molte, meravigliose e varie”, nonostante alcuni teorici le ritenessero un motivo di distrazione dall’ascolto della musica. Il principe e l’impresario sapevano bene che le scene erano elemento essenziale di richiamo, nei teatri di corte come nei teatri pubblici, e la loro realizzazione era inserita in un sistema economico in delicato equilibrio. Nell’Ottocento gli spettacoli presero a circolare in un tessuto teatrale allargato, in cui la stessa opera veniva rappresentata contemporaneamente in sale e città diverse. I teatri non erano più privilegio di pochi, si moltiplicavano numerosi sul territorio ed erano affollatissimi. Per il carnevale del 1858 a Torino si diedero ben 28 opere in musica in cinque teatri; nel 1860 si rappresentarono 46 opere in nove sale. E la città contava allora circa 200.000 abitanti.

 

Chiara Gallo

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