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Attualità | 10 luglio 2024, 12:40

Il primo avatar che risponde al 112 nella lingua dei segni: un aiuto per i sordi in difficoltà

Il progetto nasce da una challenge della Città di Torino

Arriva il primo avatar che risponde al 112 nella lingua dei segni

Arriva il primo avatar che risponde al 112 nella lingua dei segni

Il primo avatar virtuale made in Italy, capace di rispondere alla richieste di emergenza utilizzando la lingua dei segni, nasce da una challenge dalla Città di Torino. Per la prima volta le persone sorde che necessitano di supporto, dopo aver contattato il 112, riceveranno un link per scaricare l’avatar e interagire con esso. 

Il progetto 

Una volta definita la tipologia e l’entità dell’emergenza, l’assistente virtuale condividerà le informazioni a un professionista in carne e ossa che si occuperà delle fasi successive. Dietro alla realizzazione di quest’innovazione avveniristica c’è la tech company senese QuestIT. “Potenziare la digital accessibility per offrire l’opportunità ai cittadini sordi di accedere in maniera autonoma ed immediata a servizi di prima necessità: questo è il nostro obiettivo”, afferma Ernesto Di Iorio, CEO dell’azienda Toscana.

Il progetto nasce da una challenge lanciata da Città di Torino: quest’ultima, insieme al Servizio NUE 112 della Regione Piemonte, ha chiamato a raccolta aziende e startup del Bel Paese per offrire loro l’opportunità di co-finanziare l’iniziativa e, allo stesso tempo, sperimentare soluzioni all’avanguardia utili a migliorare la comunicazione in LIS in caso di emergenze o necessità. La prima sperimentazione sarà a cura della Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE NEXT), hub di innovazione finanziato dal Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT).

“Torino è una città che profuma di storia e di cultura, ma, allo stesso tempo, anche di modernità ed innovazione", afferma l'assessore alla Transizione digitale Chiara Foglietta. "Per questo motivo abbiamo deciso di abbracciare questa nuova sfida AI centered al fine di testare l’efficacia del progetto e fornire così un aiuto concreto alla comunità sorda”.

Cinzia Gatti

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