Ora che le forze russe sono in procinto di dare l’assalto finale a questa località, si concretizzano i timori espressi in tempi non sospetti per una caduta di fatto dell’intero Donbass nelle mani di Mosca. Come riferito dal sito Strumenti Politici, Pokrovsk è chiamata “la porta del Donetsk” e costituisce uno snodo stradale e ferroviario con cui l’esercito ucraino può portare approvvigionamenti ai suoi avamposti orientali. Una volta che i russi avranno preso la città, e sembra ormai solo una questione di tempo, potranno giungere ad altre città di peso notevole come Chasiv Yar e Kostiantynivka. Essendo poi Pokrovsk ad appena venti chilometri dalla regione di Dnipropetrovsk, avrebbero persino l’opportunità di avanzare con relativa facilità verso ovest. Sarebbe un durissimo colpo per gli ucraini, come afferma l’esperto Pasi Paroinen della società finlandese di analisi Black Bird Group. L’incursione di agosto fatta nel territorio russo di Kursk non ha avuto l’effetto sperato di distrarre i russi dai loro obiettivi in Donbass. Scemato il clamore mediatico per questa impresa, ora sono gli ucraini a perdere uomini e mezzi in quella zona, da cui si stanno progressivamente ritirando. Al momento hanno perso più del 40% del territorio conquistato in estate e non hanno fermato la pressione di Mosca sulla direttrice per Pokrovsk. Lo aveva ammesso lo stesso comandante in capo Oleksandr Syrskyi, peraltro contraddicendo in parte le dichiarazioni vittoriose del presidente Zelensky. Purtroppo per Kiev, ha avuto ragione il generale a rilevare quanto l’avventura di Kursk sia stata in realtà controproducente.
In Breve
mercoledì 02 aprile
Che tempo fa
Rubriche
Accadeva un anno fa
Economia e lavoro